di Marco Locatelli 17 Dicembre 2020
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Mentre sui ristoranti diventa sempre più lunga l’ombra della zona rossa, e quindi di una nuova chiusura durante le festività natalizie, l‘Iva sul cibo d’asporto resta al 22%.

L’ipotesi di ridurla al 10% ventilata dalla politica per incentivare i consumi non sembra essersi concretizzata e, perlomeno, non trova conferme da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quindi aliquota ridotta al 10% solamente sul cibo in somministrazione e cioè quello consumato al tavolo del ristorante o al bancone del bar. Ma se il cibo viene ordinato via app o al telefono e poi consumato a casa, l’Iva resta al 22%.

A chiarire la questione – come riporta il Corriere.it – l’Agenzia delle Entrate, dalla quale fanno sapere che, in assenza di somministrazione, va applicata un’aliquota ordinaria o comunque specifica per il prodotto.

Una conferma che va però a cozzare contro quanto riferito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, in periodo di emergenza, si sarebbe dovuto fare eccezione. Tuttavia nella risposta all’interpello numero 581 del 14 dicembre 2020 non viene menzionata l’agevolazione.

Fonte: Corriere.it

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