di Nunzia Clemente 3 Novembre 2015
doggy bag comieco

Scommettiamo che tra di voi, oppure dentro di voi, c’è un amante dell’avanzino da ristorante messo da parte e portato a casa, avvolto in una scrocchiante carta stagnola che fa girare i commensali (e magari fa pure pensare: mannaggia, l’avrei fatto anch’io). Bene, ci sono buone notizie: anche a Roma è arrivata la doggy bag d’autore, grazie al progetto “Se avanzo mangiatemi”, che unisce risparmio, riuso e anche una bella dose di buon senso.

Viene chiamata doggy bag, borsetta per cani, la sporta usata per portare a casa il cibo avanzato al termine di un pasto al ristorante. Negli Stati Uniti è un’abitudine molto diffusa, ma da noi fatica a decollare (nonostante l’abbia chiesta anche Michelle Obama). Forse perché ci consideriamo più raffinati e portare a casa gli avanzi ci sembra poco elegante. Vediamo cosa succede ora che la doggy bag è diventata un oggetto di design per uscire dal ristorante a testa alta con gli avanzi.

Il progetto è partito da Comieco (Consorzio per il recupero e il riciclo degli imballaggi cellulosici), infatti, ha lanciato il progetto «Doggy Bag-Se avanzo mangiatemi»,

Realizzato insieme a un gruppo di designer e illustratori coordinati dall’architetto e designer d’eccezione Michele De Lucchi, con la collaborazione di Slow Food, il progetto “Doggy Bag-Se avanzo mangiatemi” è un’idea di Comieco (Consorzio per il recupero e il riciclo degli imballaggi cellulosici) partita nell’Aprile scorso da Milano. Una settantina di ristoranti meneghini aderenti all’iniziativa avevano ricevuto le nuove doggy bag, aggiungendosi a quelli che già la proponevano perché aderenti a un altro progetto anti-spreco “Il buono che avanza“.

Ora le doggy bag arrivano nei ristoranti di Roma in virtù dell’auspicata diffusione dell’iniziativa: Osteria di Monteverde, Grappolo d’Oro in piazza della Cancelleria, Big Al ai Parioli, L’Asino d’Oro in via del Boschetto, Primo al Pigneto, Romeo in Prati, Flavio al Velavevodetto di Testaccio, Spirito DiVino di via dei Genovesi  Trastevere, All’Oro e Buca di Ripetta al Tridente, il biobistrot Ciao Checca in piazza di Firenze.

In compagnia di borsette colorate, alla moda, i clienti non si sentiranno a disagio nel portare a casa quello che non hanno consumato ai tavoli, favorendo così macedonie casalinghe, pizze farcite, minestroni. Forse sarà ancora più facile convincere i clienti con il vino: i nuovi packaging sono accattivanti, così i commensali non si sentiranno obbligati a terminare una bottiglia di vino senza gusto.

A oggi, circa il 4% del cibo viene lasciato sui tavoli e, di conseguenza, sprecato. Le doggy bag d’autore potrebbero disincentivare lo spreco e aumentare la fantasia della cucina casalinga italiana, come avviene già da tempo in America ed in Europa.

[Crediti | Link: Dissapore, Repubblica Roma]