di Nunzia Clemente 13 Novembre 2016

Addio, banane. Forse dovremo rassegnarci a veder sparire l’amato frutto dalle nostre tavole.

La notizia dei virus ammazza-banane non è infatti una bufala, ma la realtà: una devastante malattia che colpisce fatalmente i frutti gialli e che già dagli anni ’60 ha cominciato a radicarsi nel Sud Est asiatico, sta ora pericolosamente avvicinandosi anche ad altre zone del pianeta, devastando al suo passaggio intere coltivazione di banane.

Dal 2013 la malattia è balzata in quasi tutti i continenti, sbarcando in Asia, Medio Oriente, Africa e Australia.

La malattia di Panama –-questo il nome del morbo che colpisce le piantagioni di banane-– non dà scampo, né è stato a oggi trovato un rimedio per sconfiggerla.

E intanto, l’avanzata del morbo  letale procede incessante, a breve purtroppo sbarcherà sicuramente anche in America Latina, dove vengono coltivati i tre quinti di tutte le banane esportate nel pianeta.

Queste le desolanti conclusioni riportate in un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica PLoS Pathogens.

Tracciando il profilo genetico del fungo riscontrato in tutte le piantagioni affette, i ricercatori hanno scoperto che il responsabile della malattia di Panama è un ceppo denominato Tropical Race 4.

“Sappiamo che l’origine di Tropical 4 è in Indonesia, da dove poi si diffuso a Taiwan, in Cina e poi nel resto del Sud Est Asiatico”, dice uno degli autori dello studio, Gert Kem – e ora è rimbalzato anche in Pakistan, Libano, Giordania, Oman, e Mozambico, e nord-est dell’Australia Queensland”.

Purtroppo si sa molto poco del fungo, se non che al suo passaggio le piantagioni vengono completamente distrutte: una sorta di Attila delle banane.

Una cosa, però, si sa: Tropical 4 è lento a diffondersi, fortunatamente, ma una volta che si radica, la sorte delle banane è inevitabile: Taiwan, ad esempio , ora esporta solo circa il 2% delle banane che esportava alla fine del 1960, periodo in cui fu scoperto Tropical 4, proprio in quella zona.

E non è la prima volta che succede: già alla fine del 1800, un progenitore di Tropical 4 aveva letteralmente devastato tutte le piantagioni dell’America Latina, dove si coltivavano banane della varietà  Gros Michel.

Ciò è stato possibilie in quanto le banane comunemente consumate sono tutte “cloni”, o monoculture, e non potendosi né riprodurre sessualmente, né di conseguenza evolversi, sono indifese contro le malattie.

In soli 50 anni, dalla comparsa della malattia, le banane Gros Michel furono praticamente cancellate dalla faccia delal terra.

E oggi, le cose vanno ancora peggio: il nipotino Tropical 4 è molto più aggressivo ed evoluto rispetto al vecchio progenitore, e distrugge le Cavendish –-le banane coltivate oggi-– con una facilità estrema: un danno che potrebbe aumentare a circa 11 miliardi di dollari.

Tanto vale oggi la produzione globale di banane.

Senza contare che il danno attuale sarebbe senza dubbio maggiore che non alla fine dell’ottocento: non solo si mangiano molte più banane, ma solo il 18% dei raccolti sono destinati all’esportazione.

Molte coltivazioni derivano da coltivatori medio- piccoli in zone particolamemte povere, dove costituiscono la coltura principale. E Tropical 4 è in grado di devastare più di quattro quinti delle banane di queste piccole realtà agricole.

Inoltre, la grande probabilità che il fungo si diffonda ulteriormente in Medio Oriente, Asia e Africa, mette a rischio un altro 40% della produzione mondiale di banane.

Non ci rimane quindi che sperare che Tropical 4 rallenti la sua corsa, e ci permetta di continuare a lungo a gustare le nostre dolci banane.

[Crediti | Link: Quartz]