di Manuela 12 Febbraio 2021
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Fipe-Confcommercio chiede di riaprire subito bar e ristoranti anche in zona arancione, adducendo come motivazione il fatto che ci siano meno contagi e più vaccinati
Secondo Fipe, in Italia ci sono 2,7 milioni di persone vaccinate e di queste 1,2 milioni hanno ricevuto già la seconda dose. A queste bisogna aggiungere i 2 milioni di persone che da inizio pandemia hanno contratto il Coronavirus e sono guarite, godendo quindi di una ridotta probabilità di contagiarsi (anche se, a dire il vero, non è ancora ben chiara la durata effettiva dell’immunità post contagio: non si hanno dati certi).

Fipe-Confcommercio spiega che, dal canto suo, il contesto rispetto a settembre è cambiato: il Coronavirus fa meno paura e i vecchi modelli usati fino adesso non vanno più bene.

Fipe chiede che bar e ristoranti seguano le orme dei negozi, rimanendo chiusi solo in zona rossa. In tutti gli altri casi, quando è concesso lo shopping, lo spostamento fra comuni, il lavoro in presenza o anche lo sci, i locali devono poter rimanere aperti per fornire alle persone un servizio di ristoro fondamentale.

Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio, ha ribadito che è ora di finirla di mortificare il settore della ristorazione e ricorda che si è alla vigilia di una nuova stagione politica che metterà nuovamente al centro il lavoro e le imprese. Secondo Cursano non è pensabile di inaugurare questa fase con ulteriori chiuse che costituirebbero un altro grave colpo a un settore che ha appena ricominciato a rimettersi in moto.

Cursano insiste poi sul fatto che l’algoritmo utilizzato durante il pieno della pandemia non possa essere applicato ora e con la medesima rigidità in quanto la campagna vaccinale sta procedendo spedita. Ricorda poi che i tracciamenti sono più efficaci, che i cittadini sono maggiormente rispettosi delle misure di sicurezza e di distanziamento e che i gestori dei locali sono attenti a seguire le regole e a evitare gli assembramenti. E’ ora di premiare queste buone pratiche, allentando le misure restrittive e partendo proprio da bar e ristoranti che sin da subito devono ricominciare a lavorare in zona arancione.