di Valentina Dirindin 26 Luglio 2020
pizza

Chiude dopo oltre trent’anni la Pizzeria Da Nicola a Bari: questa volta la colpa non è del Coronavirus, ma dell’estorsione. Almeno, è quanto dicono i titolari denunciando con un post Facebook i motivi che li hanno costretti a tirare per sempre giù le serrande del loro amatissimo locale.

“Subire un’estorsione per gente che si guadagna da vivere con il proprio sudore è qualcosa che difficilmente una persona può accettare. Noi non lo abbiamo fatto”, hanno scritto sui social i tre proprietari del locale, Nicola, Raffaele e Stanislao. “Ci scusiamo in anticipo se questo messaggio risulterà prolisso ma credo sia doveroso salutare tutti gli amici e clienti che per anni ci hanno accompagnato in questo lungo percorso durato più di 30 anni”, scrivono nel post di commiato da amici e clienti.

“Non esistono semplici parole che possono esprimere la nostra tristezza e sofferenza nel comporre questo messaggio. La pizzeria non era un semplice locale, una semplice ditta o impiego di lavoro, era un nostro progetto, un nostro sogno , la nostra vita. Era quel componente della famiglia che non parla ma che sai che è sempre li accanto a te, una seconda casa dove trascorrevamo gran parte delle nostre giornate a volte forse troppo lunghe, un punto di ritrovo per amici, parenti o fedeli clienti che accompagnati magari da una birra trascorrevano una calda o fredda serata, con quel sorriso tipico che provoca un bel panzerotto o una buona pizza. Potremmo sfornare migliaia di aggettivi o di aneddoti per poter descrivere ciò che significava per noi quel locale, ma non basterebbe un giorno solo per poterlo fare.

Poter fornire una spiegazione a ciò che è successo non è affatto semplice e, come tipico purtroppo del nostro quartiere, il silenzio e la chiusura improvvisa ha creato solo una nebbia fitta di storie fantasiose e chiacchiericci inutili. In questi mesi ne abbiamo sentite tante di storie, di versioni e soprattutto di persone che improvvisamente si tramutavano in professori di vita, che sfornano giudizi sulle decisioni prese”.

[Fonte: Bari Today]