di Marco Locatelli 13 Gennaio 2021

Il ristorante Al Sasso nel centro storico di Belluno, chiuso da oltre dieci anni, inaugura il giovedì la nuova gestione per chiudere il giorno dopo. È la beffa ai tempi del Coronavirus e delle misure di contenimento del governo per contrastare la diffusione della pandemia. Ma Alfonso Amendola, intervistato da Il Gazzettino, non ci sta.

Il nuovo proprietario de Al Sasso, già titolare del Caffè Manin di Piazza dei Martiri (sempre a Belluno), se ne torna nella sua Sicilia, in attesa che migliori la situazione e possa lavorare al meglio.

“Non appena sarà possibile – spiega Amendola – riaprirò, anche solo per il pranzo. Erano giorni che aspettavo, alla fine ci siamo decisi di aprire per la prima volta giovedì 8 gennaio. Sapevamo che c’era la finestra di giovedì e venerdì, lo stop di sabato 10 e domenica 11 non ci spaventava perché pensavamo che poi lunedì avremmo potuto continuare a lavorare, almeno a pranzo e invece non è andata così. Avevamo acquistato la merce, speravamo di salvare il salvabile”.

E ora? Ai microfoni de Il Gazzettino l’imprenditore rivela: “Adesso ho messo i ragazzi in cassa integrazione. Sono deluso e stressato, mia figlia Ingrid è rimasta al bar ma piange ed è triste. Il bar resta aperto, se sarà possibile, mentre per il Sasso attendiamo novità dal Governo per capire quando poterlo riaprire. La situazione è grave, siamo in difficoltà”.

Fonte: Il Gazzettino.it