di Marco Locatelli 16 Aprile 2020

I coltivatori polacchi donano all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo 600 chilogrammi di succhi di frutta, pari a 1.150 pezzi. Un regalo che arriva dopo l’aiuto già importante da parte del governo polacco, che nelle scorse settimane ha inviato in Italia medici, paramedici e prodotti di protezione.

“Viene dal cuore l’iniziativa spontanea dei coltivatori polacchi che hanno deciso di dividere con gli italiani quello che hanno di più prezioso: i frutti del loro lavoro – fanno sapere dall’Ambasciata polacca a Roma – E non è un modo di dire, perché questa volta proprio di frutta si tratta. Anzi, di quella che chiamiamo super-frutta, perché particolarmente carica di vitamine che contribuiscono a rinforzare le difese immunitarie”.

I coltivatori bio polacchi hanno voluto destinare parte di quanto da loro prodotto a medici, infermieri e altri operatori sanitari impegnati in prima linea nei reparti per malati di Covid-19, a dimostrazione del sostegno e della profonda ammirazione per l’inesauribile forza e lo spirito di sacrificio del personale sanitario italiano.

Per esprimere la loro vicinanza a coloro che hanno definito “gli eroi dei nostri giorni”, gli agricoltori hanno voluto accompagnare i loro prodotti con un messaggio di solidarietà e incoraggiamento rivolto al personale medico e paramedico italiano: “Vi mandiamo quello che abbiamo di più prezioso. Vorremmo che rendessero felici coloro il cui lavoro oggi suscita la nostra ammirazione. In questo modo vogliamo dirvi che siamo con voi!”.

“In questo momento di emergenza e di difficoltà la Polonia è ben lieta di dar nuovamente prova del grande affetto e della vicinanza che nutre per l’Italia e far vedere che non ha dimenticato la solidarietà dimostrata dagli amici Italiani nei momenti difficili della storia recente”, concludono dall’Ambasciata.

“A nome dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo e del sistema sanitario territoriale bergamasco ringrazio la Polonia e gli amici agricoltori per il tramite dell’Ambasciata polacca di Roma. Il loro è un ennesimo gesto di generosità e attenzione in una situazione impegnativa”, così Massimo Giupponi, Direttore generale di ATS Bergamo.