di Marco Locatelli 4 Giugno 2020

Con la legge 242 del 2 dicembre 2016 che consente la coltivazione delle varietà di Cannabis sativa L (il cui contenuto di Δ9-tetraidrocannabinolo (Thc) sia inferiore allo 0.2%) arrivano dalla Toscana una birra e un liquore aromatizzati ai fiori di canapa.

Le due nuove bevande, commercializzate con il marchio HempItaly, sono il risultato di uno studio dell’Università di Pisa pubblicato sulla rivista scientifica Food Chemistry.

“La nostra idea era di realizzare dei prodotti ecosostenibili in un’ottica di economia circolare grazie al riutilizzo dei fiori di canapa che sebbene siano la parte più ricca di oli essenziali della pianta non sono sfruttati e diventano scarti agricoli”, spiega la professoressa Luisa Pistelli dell’Ateneo pisano.

Per produrre queste due nuove bevande alcoliche sono state utilizzate due varietà differenti di canapa: la Futura 75, selezione francese e l’Uso 31, proveniente dall’Ucraina. Al progetto hanno lavorato il gruppo di Biologia Farmaceutica del Dipartimento di Farmacia in collaborazione con tre realtà del territorio: il Circolo Arci La Staffetta di Calci (Pisa) e il Birrificio Artigianale “Vapori di Birra” di Castelnuovo Val di Cecina (Pisa) per la produzione delle bevande alcoliche aromatizzate e l’Azienda Agricola Carmazzi di Viareggio (Lucca) per la fornitura del materiale vegetale.

“L’aromatizzazione con la canapa, pur arricchendo il bouquet della birra, non ha stravolto quelle che sono le classiche note di questa bevanda – spiega il professor Guido Flamini dell’Università di Pisa – il luppolo e la canapa, infatti, appartenendo alla stessa famiglia botanica (Cannabaceae), hanno caratteristiche aromatiche comuni”.

“Il liquore, invece – aggiunge il professore – avendo una matrice neutra, si è molto arricchito delle note balsamiche conferite dagli oli essenziali estratti dai fiori di canapa, rivelando un bouquet aromatico molto deciso e complesso”.

FONTE: InToscana.it