di Chiara Cajelli 13 Luglio 2019
iga baccabianca ca del brado

La birra Italian Grape Ale è stata riconosciuta dalla Treccani come neologismo del 2019. Cosa significa? Significa che è un concetto, un termine, che prima non c’era, e che ora è riconosciuto come parte del nostro linguaggio.

Alla voce “Italian Grape Ale”, si legge: birra ad alta fermentazione contenente anche una percentuale di uva, mosto o mosto cotto. Quello della IGA è il primo stile italiano riconosciuto nel mondo (riconosciuto dall’organismo di riferimento, si intende, il BJCP), e prevede appunto l’impiego di mosto d’uva durante la fermentazione. Un prodotto unico e caratteristico, che sta a metà tra la birra classica e il mosto.

Se è vero che l’Italia stili suoi non ne ha, non avendo una storia in campo brassicolo – non siamo il Belgio delle Belgian Ale e dei Lambic, o la Germania delle Lager, insomma – , con le Italian Grape Ale e le sue evoluzioni, date proprio dall’utilizzo del mosto, anche in nostro Paese si caratterizza per una birra tutta sua, capace di legare le “cotte” prodotte ai vitigni e ai vini tipici dei territori di ciascun produttore.

Uno stile di cui, non a caso,si sono fatti portavoce i birrifici artigianali, su tutti il sardo Barley, antesignano delle IGA. Tra i produttori di fama più recente il birrificio veneto Cr/Ak e l’affinatore Ca’ del Brado.

Fonte: treccani.it

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