di Valentina Dirindin 9 Febbraio 2021
beerlinguer

Chissà cosa ne avrebbe pensato Enrico Berlinguer del fatto che il suo nome, un giorno, sarebbe stato quello di una birra. La Beerlinguer, sappiatelo sin da subito, non è in commercio, ma è una birra creata per uso domestico da un giovane appassionato del tema (e di politica, evidentemente), il napoletano Guido Boldoni.

Che per festeggiare il centenario del Pci, il Partito comunista italiano (che venne fondato il 21 gennaio 1921 a Livorno) ha deciso di fare un particolare omaggio a uno dei suoi esponenti più amati degli anni Settanta-Ottanta.

Un omaggio che forse non prevedeva di finire sui giornali, certo, ma che invece sale all’onore delle cronache, per quanto ci riguarda, per il gioco di parole un po’ scadente che più che un tributo sembra una presa in giro. Saremo forse un po’ bacchettoni noi, ma l’omaggio non ci sembra proprio riuscito al meglio.

Nonostante le la buona fede del suo creatore, di cui non discutiamo, ci viene da chiedere quanti di quelli che hanno vissuto con passione la storia del Pci e di Enrico Berlinguer berrebbero volentieri una birra che ne storpia il nome in maniera così buffa.

Un tributo che a noi richiama alla mente quel Bolla Ciao di Fontanafredda, Metodo Classico certo nato con le migliori intenzioni celebrative ma che, di tanto in tanto, suona come una spina nel fianco di chi ritrova il canto dei canti della Liberazione storpiato in un’etichetta di vino.

In fondo, la sensazione è sempre quella agrodolce di chi scopre Bella Ciao improvvisamente cantata da tutto il mondo, riportata alla moda da un gruppo di ladri impenitenti  di una popolarissima serie televisiva che ne fa il canto delle sue azioni in stile esproprio proletario. E no, a dirla tutta non è una bella sensazione.

[Fonte: Il Mattino | Immagine: Facebook Guido Boldoni]