di Valentina Dirindin 29 Dicembre 2020
senza nome caffè bologna

Ci sono anche i fondatori del “Senza nome” caffè di Bologna tra le 36 onorificenze al Merito della Repubblica proclamate da Sergio Mattarella.

Sara Longhi, 38 anni e Alfonso Marrazzo, 36 anni, entrambi non udenti, hanno infatti aperto tempo fa un bar dedicato all’interazione tra sordi e udenti, per facilitare l’integrazione e il confronto e allo stesso tempo promuovere la conoscenza della lingua dei segni italiana.

Un’iniziativa che è valsa loro il riconoscimento di Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “per il loro esemplare contributo alla conoscenza delle diversità e alla promozione di una cultura di reale inclusione e dialogo”.

Il “Senza Nome”, situato nel centro di Bologna, è considerato un punto di riferimento per la comunità dei non udenti ed è un esempio per le organizzazioni in tutta Italia. I camerieri sono non udenti e i clienti possono ordinare utilizzando il linguaggio dei segni, oppure con dei bigliettini prestampati posti in bacheca, o ancora scrivendo su un foglietto la loro ordinazione o facendosi capire a gesti. La prima opzione, però, quella dell’utilizzo del linguaggio dei segni, è quella veramente incoraggiata, tant’è vero che chi la usa ha diritto a uno speciale sconto sulla sua ordinazione. Per aiutare i clienti in questo senso, il menu è tradotto nel linguaggio dei segni, in modo che chi vuole può imparare qualche termine e provare a esprimersi.

Insomma, uno spazio dove non sono i non udenti a sforzarsi per interagire e farsi capire dagli altri, bensì viceversa. Un ottimo esercizio empatico da fare davanti a un caffè.

[Fonte: Ansa]

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