di Manuela 24 Dicembre 2020
cuochi

Nella nuova Legge di Bilancio 2021 pare che ci sia anche il cosiddetto Bonus chef. In pratica si tratterebbe di un credito di imposta pari al 40% delle spese sostenute nel periodo compreso fra il 1 gennaio e il 30 giugno 2021 per corsi di aggiornamento e beni strumentali durevoli e dedicato a cuochi autonomi o dipendenti. Ovviamente la Legge deve ancora essere approvata.

Il settore della ristorazione è uno di quelli maggiormente colpiti dalla crisi economica scatenata dalla pandemia da Coronavirus. Per questo motivo il Governo ha deciso di procedere con questa misura per cercare di compensare le minori entrate provocate dalle restrizioni.

Se cercate il riferimento preciso, è l’articolo 18 bis che si trova nel testo originario del Disegno di Legge di Bilancio, quello con il pacchetto di emendamenti che sono stati approvati da poco, il 20 dicembre 2020.

Sono due i destinatari di questo Bonus chef:

  • lavoratori dipendenti
  • lavoratori autonomi con partita IVA anche sprovvisti di codice ATECO 5.2.2.1.0.

Il requisito base per poter accedere al Bonus chef è quello di lavorare presso ristoranti o alberghi, con tetto massimo di 6.000 euro (gli importi saranno esclusi da IRPEF, IRAP e non concorreranno a determinare il rapporto di deducibilità). Per quanto riguarda il tipo di spesa necessario per accedere al credito di imposta del 40%, sono di base due:

  • aver partecipato a corsi di aggiornamento professionale
  • aver acquistato beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, lavorazione, trasformazione e cottura di prodotti alimentari e strumenti/attrezzature professionali per la ristorazione)

Questo Bonus chef andrà in compensazione tramite modello F24. Inoltre chi ne avrà diritto potrà anche cederlo ad altri soggetti, per esempio a istituti di credito e intermediari. Come dicevamo prima, però, bisogna ancora aspettare che la Legge di Bilancio 2021 diventi effettiva. Se questo accadrà, prima di poter effettuare le richieste bisognerà attendere il decreto del Ministero dello sviluppo economico che, insieme al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e a quello dell’economia e delle finanze dovrà esplicitare criteri e modalità di esecuzione del credito di imposta.