Brasile, rientra l’allarme mucca pazza: la Cina riapre all’import di carne

L'allarme mucca pazza è ufficialmente rientrato: il Brasile può riprendere l'export di carne verso la Cina.

mucca pazza

Accordo raggiunto, pace fatta, allarme rientrato – il Brasile, vale a dire il principale esportatore di carne bovina al mondo, potrà nuovamente esportare i propri prodotti in Cina, che coincidentalmente è il primo partner commerciale del Paese sudamericano. Tutto è bene quel che finisce bene, in altre parole; ma alcuni di voi potrebbero rimanere un poco confusi: come mai il Paese del Dragone aveva ordinato l’embargo della carne verdeoro? La risposta è semplice: in due parole – mucca pazza. Le autorità sanitarie brasiliane individuarono una positività al morbo circa un mesetto fa, verso la fine di febbraio, nello stato settentrionale di Pará; e la Cina non esitò ad annunciare la sospensione delle importazioni di carne brasiliana.

Brasile e Cina: l’accordo tra giganti per tutelarsi dalla mucca pazza

mucca

Prevenire è meglio che curare, d’altronde. È bene notare, per di più, che l’introduzione del sopracitato stop all’import è parte di un patto sulla salute degli animali stretto dai due Paesi che, come già accennato, sono forti di una profonda partnership commerciale. Insomma, niente repentino inasprimento dei rapporti: una semplice e programmata precauzione innescata, per l’appunto, dal ritrovamento di un caso di mucca pazza in Brasile.

LEGGI ANCHE “Capitalismo carnivoro”, una riflessione brutale su capitalismo e carne

Ciononostante, il blocco fu un duro colpo per gli allevatori brasiliani e per il settore locale della carne bovina in generale: fortunatamente, come anticipato in apertura, l’allarme mucca pazza in Brasile è infine rientrato e il Paese del Dragone non ha tardato a riaprire le porte dell’import di carne.

A dare l’annuncio è lo stesso ministero dell’Agricoltura brasiliano, Carlos Favero, che ha spiegato come le analisi di un laboratorio canadese abbiano specificato che il caso riscontrato il mese scorso non fosse contagioso. Favero si trova in questi stessi giorni in visita a Pechino, accompagnato da una delegazione di imprenditori del settore agroalimentare brasiliano, verosimilmente per discutere della ripresa del flusso commerciale tra questi due Paesi.

LEGGI ANCHE Perché mangiare meno carne è la migliore arma contro il riscaldamento globale

Nei giorni a venire raggiungerà la capitale cinese anche il presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva: la sua visita era inizialmente prevista per il 27-31 marzo, ma è stata poi rinviata in quanto lo stesso Lula si è ammalato di broncopolmonite batterica e virale. “Quando il governo cinese sarà pronto la visita verrà sicuramente riprogrammata e torneremo per continuare a firmare tutti i memorandum e gli accordi” ha commentato a tal proposito Favero.

Il semaforo verde, in ogni caso, è già stato confermato – una notizia di primo piano nel contesto dei commerci agroalimentari mondiali, considerando che l’interscambio annuo tra Brasile e Cina genera un valore di circa 150 miliardi di dollari.