Busnago: guerra social tra fast food?

Gli account social di McDonald's, Burger King e KFC a Busnago se le dicono di santa ragione ma, ovviamente, si tratta di una burla.

Alzi la mano chi è stato a Busnago, comune brianzolo di neanche settemila abitanti. E ora, alzi la mano chi, quando è stato a Busnago, ha mangiato in un fast food. Non siete tantissimi, immaginiamo. Eppure, i fast food di Busnago paiono essere i più agguerriti del mondo, al punto da aver scatenato una guerra social all’ultimo sangue. Protagonisti gli account di McDonald’s, Burger King e – del tutto a sorpresa – anche KFC del Paese in provincia di Monza e Brianza. Account fake, naturalmente. Che se le sono dette di santa ragione.

Evidentemente, questo inizio di anno scolastico e lavorativo si sta facendo attendere più del solito, e la gente (è il caso di dirlo) non ha un cavolo da fare. Così, si diletta con burle social. E, dopo l’account di Ichnusa hakerato, ora tocca ai fast food di Busnago (che sì, esistono perfino in un paesino di settemila abitanti), che sono improvvisamente impazziti.

Tutto è partito con la comparsa di un account fake di McDonald’s Busnago, che ha postato una foto del Filet O’Fish, il classico panino a base di pesce della catena, accompagnato da un messaggio un po’ sgrammaticato che, in sostanza, dava di scemo a chi sceglieva proprio quel panino lì, tra tutte le cose buone che offre il fast food.

Poi, via di post di scuse, con accuse di hackeraggio e la pubblicazione delle immagini del presunto hacker. Ed eccolo lì, un ragazzo che – nella fantasia degli ideatori dello scherzone – dovrebbe forse essere il social media manager di Burger King. Che dice la sua, dall’alto di un altro account fake, quello di Burger King Busnago, creato ad hoc per l’occasione e per inveire in malo modo contro i concittadini di McDonald’s.

E in questa guerra, all’improvviso, fa la sua comparsa anche l’account di KFC Busnago, che fa sapere ai due contendenti che ci sono anche loro, anzi, che “esiste solo un fast food”.

Una burla social che, se non fosse per l’ignoranza generale dei post, tra errori grammaticali e un surplus inutile di parolacce, sarebbe anche divertente. Almeno, resta poi da vedere se rideranno le aziende in questione che, in casi come questi, non sono note per la loro autoironia.

[Fonte: Bergamo Post]

Valentina Dirindin Valentina Dirindin

5 Settembre 2019

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