Caffarel: dipendenti in cassa integrazione, la questione va in Parlamento

Cattive notizie dalla Caffarel: i dipendenti sono stati messi in cassa integrazione a rotazione, si temono licenziamenti. Per questo motivo la questione è finita in Parlamento.

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Problemi in casa Caffarel: l’azienda ha messo in cassa integrazione 328 dipendenti, ma la paura è che si possa arrivare ai licenziamenti. Per questo Gualtiero Caffaratto della Lega, commissario delle sezioni di Pinerolo e della Val Pellice, ha deciso di portare la questione in Parlamento.

Il fatto è che le restrizioni da pandemia da Coronavirus hanno provocato un netto calo delle vendite per la Caffarel (si parla di un -24,3%: il lockdown di primavera e le chiusure sotto Natale hanno ridotto le vendite proprio durante i periodi di maggior vendita), motivo per cui la crisi economica ha colpito anche l’azienda di Luserna San Giovanni. Tutti e 328 i suoi dipendenti, sia operai che impiegati, sono stati messi in cassa integrazione straordinaria a rotazione con la motivazione della “ristrutturazione aziendale”.

Tuttavia i timori viaggiano nella direzione dei licenziamenti. La maggior parte degli operai sono donne di più di 40 anni, altamente specializzate nella realizzazione di prodotti di qualità elevata (qui trovate la prova di assaggio fra cioccolato Venchi e cioccolato Caffarel: quale preferite?).

Secondo Gualtiero Caffaratto è necessario che il Governo intervenga per evitare i licenziamenti alla Caffarel. Venerdì 25 giugno si è tenuto un incontro che, alla fine delle trattative, ha deciso di mettere in cassa integrazione straordinaria a rotazione tutti i dipendenti.

Tuttavia Caffaratto ha sottolineato che un numero così elevato di esuberi sarebbe pesante non solo per i singoli lavoratori, ma anche per tutta l’economia del territorio. E questo perché la Caffarel è un’azienda importante per la storia e l’economia del Piemonte.

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