di Manuela 19 Maggio 2020
portafoglio

La riapertura dei bar è coincisa con un aumento dei prezzi del caffè (e non solo) un po’ in tutta Italia. Mentre il Codacons lancia l’allerta, sono i ristoratori stessi a spiegare il perché, in alcuni casi, sia stato necessario un ritocco dei prezzi.

Esempi del genere arrivano un po’ da tutta la penisola. A Milano, per esempio, il caffè è passato da 0,90 a 1 euro, mentre il cappuccino da 1,30 a 1,40 euro (in zona centro anche 2 euro). Anche a Vicenza il prezzo del caffè è aumentato a causa di un accordo fra bar. A Firenze e Roma il caffè al bancone costa 1,70 e 1,50 euro

Idem dicasi, poi, anche per i parrucchieri: tagli, colore e messa in piega sono aumentati. In questo caso il titolare del Salone Sant’Agnese in piazza Navona ha spiegato il perché dei rincari: ci sono costi aggiuntivi che prima non c’erano. Asciugamani monouso, mascherine, igienizzanti, camici usa e getta costano.
Codacons ammette che si tratta di casi isolati, ma segnalazioni stanno arrivando da parecchi consumatori.

Tuttavia l’allerta del Codacons riguarda soprattutto il settore alimentare. Già durante il mese di aprile si è notato un aumento medio dei prezzi del cibo del 2,8%. Queste sono state le città con i rincari maggiori:

  1. Caltanissetta: +5,7%
  2. Trieste: +5,3%
  3. Palermo: +4,8%

Le città con i rincari più bassi, invece, sono state:

  1. Siena: +0,6%
  2. Macerata: +0,9%
  3. Arezzo e Pistoia: +1,4%

Se si va a vedere le regioni più care per quanto riguarda il settore alimentare, questa è la classifica:

  1. Friuli: +4,8%
  2. Liguria e Umbria: +3,6%
  3. Sicilia: +3,4%

La regione in cui si sono avuti i minori rincari sono le Marche: qui si è registrato un +2,1%. Secondo il Codacons, questa stangata costerà a fine lockdown 536 euro in più per famiglia. Secondo l’Associazione dei Consumatori, sono diversi i motivi che influenzano l’aumento dei prezzi:

  • chiusura prolungata delle attività
  • nuovi costi imputabili alla sanificazione
  • il distanziamento sociale provoca una riduzione del numero di clienti e quindi di guadagni