Bialetti, la moka italiana per eccellenza, è in crisi, e lo è da tempo: nel 2020 ha perso ben 10 milioni di euro, e ora prova a recuperare. Lo fa con un risanamento, chiedendo agli azionisti di approvare una nuova manovra finanziaria di risanamento per salvare le casse dell’azienda.
Il bilancio in difficoltà è sicuramente colpa delle macchinette a cialde, che hanno in molti casi e in molte case soppiantato la vecchia moka per preparare l’espresso. Ma l’azienda addita anche la pandemia tra le cause che hanno portato a una situazione non rosea. “l’emergenza sanitaria da COVID-19 e, segnatamente, le misure e i provvedimenti restrittivi adottati dal Governo italiano e dagli enti locali hanno avuto significative ripercussioni sull’andamento reddituale e sulle disponibilità di cassa della Società e del gruppo”, fanno sapere da Bialetti, e “hanno comportato la sospensione delle attività produttive nonché la chiusura di numerosi punti vendita per un periodo di tempo estremamente esteso”.
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Così, l’azienda ha deciso la predisposizione di un nuovo piano industriale, economico e finanziario valido fino al 2024 e ha chiesto una nuova ristrutturazione dell’indebitamento finanziario, per “il rafforzamento patrimoniale di Bialetti Industrie e l’iniezione di risorse finanziarie”.
Il nuovo piano industriale prevede la focalizzazione del gruppo sul “mondo caffè” (caffettiere, macchine per caffè, caffè macinato e in grani e capsule”, l’espansione nel mercato del caffè in paesi ad alto potenziale come gli Usa, la Germania, la Francia, la Cina, la Russia, il Canada e altri paesi dell’Europa centrale ed occidentale (Spagna, Austria, UK e Polonia) e la razionalizzazione e riduzione del numero dei punti vendita, con la chiusura di quelli meno efficienti.