Caffè in ghiaccio salentino: la ricetta depositata alla Siae

Un barista deposita alla Siae il disciplinare per la preparazione del caffè in ghiaccio tipico del Salento: "voglio tutelarlo dalle storpiature".

caffè in ghiaccio disciplinare

Non ci aveva pensato nessuno, prima di Gianni Sanasi, barista di Manduria in provincia di Taranto: e invece ora il caffè in ghiaccio salentino ha un suo “disciplinare”, se così vogliamo chiamarlo, dopo che la ricetta è stata depositata alla Siae.

Chiunque sia stato in vacanza nel Sud della Puglia ha assaggiato almeno una volta il caffè salentino, un espresso in ghiaccio a cui viene aggiunto zucchero liquido o, ancora più spesso, latte di mandorla. Molto più rinfrescante del normale espresso, viste le temperature elevatissime dell’estate.

Una bevanda storica – o almeno così si dice, e come in effetti alcuni documenti testimoniano – in Salento, dove si beveva già agli inizi del XVII secolo.

Ora Gianni Sanasi, proprietario del bar Centrale dell’ospedale Giannuzzi di Manduria, ha deciso di mettere ufficialmente a punto la sua preparazione. Più che altro – dice lui – per porre fine ai tanti obbrobri che si vedono in giro, con caffè annacquati o peggio tazzine di espresso servite con bicchierino di ghiaccio a parte. Invece per fare un caffè in ghiaccio come si deve c’è una ricetta precisa (e semplice) da seguire.

Si usa un bicchiere tumbler basso “Old fashioned”, in cui si inseriscono 6-7 cubetti di ghiaccio appena preso dal freezer; nel frattempo si prepara il caffè espresso da lasciare nella tazzina; con lo stirrer si raffredda per bene il bicchiere, poi con lo strainer si elimina l’acqua in eccesso; si zucchera il caffè (uno shot 5 / 10 ml di zucchero liquido o latte di mandorla, appunto) e lo si versa nel bicchiere ghiacciato. Semplice, no? Eppure c’è voluto un disciplinare.

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