di Veronica Godano 21 Maggio 2020
caffe

Nonostante un’allerta del Codacons sull’aumento dei prezzi nei bar in alcune città d’Italia – vedi Vicenza, dove gli esercenti si sono proprio messi d’accordo per i rincari – la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) sottovaluta la questione caffè e cappuccino che ora arriva a costare 1 euro e 80 centesimi.

Prima untori, ora speculatori. Non possiamo accettare di essere trattati così! In questo momento i pubblici esercizi hanno un’unica priorità: riportare le persone nei locali garantendo loro il massimo della sicurezza e della convenienza. Attaccare in modo indiscriminato l’intero comparto, alzando un polverone ingiustificato sull’aumento dei prezzi, non è soltanto discutibile sul piano della responsabilità ma anche in termini legali, ecco perché come Federazione metteremo in campo ogni iniziativa per tutelare l’immagine della categoria. Molti imprenditori hanno riaperto per dare un segnale di fiducia pur consapevoli che in tanti casi i costi saranno ben superiori agli introiti a causa dei pochi clienti, altro che rincaro dei prezzi”, ha dichiarato Aldo Cursano, Vicepresidente Vicario di Fipe.

“Siamo alle solite. Ogni volta che ci troviamo ad affrontare una situazione difficile in cui sono in gioco imprese e posti di lavoro parte un’azione preordinata che vuole trasformare in speculazione pochi casi sparsi qua e là per la penisola. È successo con il passaggio dalla Lira all’Euro e si ripete oggi in una situazione ancora più difficile di allora. Non sono passate neppure 24 ore dalla riapertura dei bar dopo 69 giorni di lockdown che alcuni presunti rincari diventano il presupposto per denunciare un diffuso e pesante aumento dei prezzi in bar e ristoranti. Saremmo curiosi di vedere quali sono i dati che hanno portato a tale conclusione. Pur confidando nel fatto che le statistiche ufficiali smentiranno queste fantasiose ricostruzioni siamo preoccupati dal danno di immagine e reputazione al settore che deriverà da queste statistiche fai da te, proprio nel momento in cui si lotta per sopravvivere”, ha aggiunto.

Dunque, per Fipe il problema sarebbe frutto della fantasia in attesa delle statistiche ufficiali. Quello su cui bisognerà concentrarsi al momento è la scarsa clientela che non coprirà i costi maggiori rispetto alle entrate.