di Valentina Dirindin 22 Maggio 2021
Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca dice la sua sulla candidatura a Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco del caffè espresso italiano, e sostiene grosso modo che per berne uno buono bisogna andare da Roma in giù. A Napoli, per la precisione, manco a doverlo specificare.

Che poi ormai il buon De Luca ci ha abituato alle sue esternazioni sopra le righe, un po’ su ogni argomento, che indignano alcuni ma che in fondo piacciono tanto agli elettori, soprattutto quando punta sull’orgoglio campano, come in questo caso. Il presidente della Regione approfitta dell’ultima diretta Facebook su mascherine, Coronavirus e aggiornamenti vari sulla pandemia per lanciare una stoccata alla più nordica Trieste.

“Stiamo ragionando in queste ore per avere il riconoscimento del patrimonio mondiale Unesco, come già accaduto per l’arte della pizza, anche per l’arte del caffè. Siamo in concorrenza con gli amici di Trieste”, dice De Luca nel suo video. “Trieste è nel nostro cuore, è l’Italia, però per il caffè nel mondo è Napoli, almeno questo, e dai! Ci sono caffè storici, aziende produttrici ma se parliamo di arte del caffè, vediamo se riusciamo a fare una proposta unitaria. Ma avendo chiarito che Trieste è nel cuore di tutti gli italiani, se volete bere una tazza di caffè dovete scendere a sud di Roma, sapete dove”.

Insomma, bravi pure a Trieste, bene che abbiano un’economia secolare che lavora intorno al caffè (qui nacque nel 1904 la borsa del caffè e qui ancora transita la gran parte del caffè importato in Italia), ma quando si parla di folclore, di immagine, della tazzulella, allora il simbolo è Napoli, suvvia. E che non ci diano dei provinciali.