di Valentina Dirindin 23 Dicembre 2020

Eduardo, barista e titolare di una caffetteria nel rione delle Vergini a Napoli, denunciò il racket che lo srozzinava con le sue richieste e, per ritorsione, si ritrovò il suo locale incendiato.

Oggi la città si mobilità per esprimergli la sua solidarietà, con il meccanismo dei “caffè sospesi”. A rievocare quella vicenda (che risale al 2017) e a tentare di “risarcire” Eduardo e stargli a fianco nel suo gesto coraggioso, è il consigliere regionale di “Europa Verde” Francesco Emilio Borrelli, che ha invitato i Napoletani a sostenere il barista e la sua famiglia, visto che le due giovani sorelle lavorano con lui.

“È il momento di tutelare e sostenere chi combatte la camorra rischiando di persona come ha fatto Eduardo“, ha dichiarato Borrelli, invitando i ciattadini a passare al bar e a lasciare un “caffè sospeso”. L’iniziativa pare sia andata bene, come documenta lo stesso Francesco Emilio Borrelli sui social.

“Grande partecipazione per l’iniziativa di Eduardo”, scrive, con “all’iniziativa hanno partecipato lo scrittore Maurizio De Giovanni, il conduttore radiofonico Gianni Simioli, i titolari della pasticceria Poppella e del Gran Caffè Gambrinus, Fiorella Zabatta dell’esecutivo nazionale del Sole che Ride e tanti altri, come un giovane imprenditore edile che ha denunciato come Eduardo la camorra dopo aver ricevuto richieste di pizzo”.

[Fonte: Ansa]

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