Caro bollette, l’allarme di Confcommercio: in Italia l’elettricità costa il 70% in più che in Francia

Le bollette dell'elettricità più care d'Europa appartengono all'Italia: in media sono più alte del 70% rispetto alla Francia.

portafoglio

Le imprese del nostro caro vecchio Stivale pagano il conto più alto per l’elettricità in Europa. A suonare l’allarme è Confcommercio, che sottolinea come di fatto nel corso del mese di ottobre il prezzo del gas TTF – quello che, a tutti gli effetti, ha guidato quel coacervo di rialzi che abbiamo imparato a battezzare caro bollette – abbia subito una pesante flessione arenandosi sui 100 euro a MWh, dopo gli oltre 300 registrati verso la fine di agosto. Sono particolarmente significativi anche i ridimensionamenti dei prezzi dell’elettricità, legati a doppio filo a quelli del gas, scesi sotto i 150 euro a MWh in seguito ai picchi di oltre 700 raggiunti nell’arco estivo.

ristorazione

Quel che tuttavia è particolarmente interessante, nel contesto di un’analisi comparativa realizzata dalla stessa Confcommercio, è che di fatto le bollette elettriche del mercato libero delle imprese di commercio, turismo e ristorazione italiane sono nettamente le più alte nel panorama europeo. Ora, a onore del vero occorre ammettere che di fatto si tratta di un primato che il Bel Paese deteneva già da tempo, ma di fatto la crisi estiva ha esacerbato questa differenza spingendola verso nuovi picchi: basti pensare che in media la bolletta elettrica delle imprese italiane è superiore del 27% rispetto alle imprese spagnole e addirittura di quasi il 70% rispetto a quelle francesi. Dati preoccupanti che assumono una sfumatura grottescamente tragicomica nel momento in cui consideriamo che, come se non bastasse, l’Italia occupa il primo posto nella classifica delle risorse stanziate per far fronte al caro bollette, con un totale complessivo di circa 60 miliardi di euro (il doppio della Spagna, per intenderci).

Cos’è andato storto? “Scontiamo, evidentemente l’errore di non aver diversificato maggiormente le nostre fonti di energia e i nostri fornitori negli ultimi decenni” si legge a tal proposito nella ricerca in questione. “Scontiamo, ancora, i troppi no preconcetti e l’ipertrofia burocratica che, ad ogni passo, blocca decisioni e realizzazioni”. I cittadini, nel frattempo, sono costretti a correre ai ripari, ingegnandosi per cuocere la pasta con il gas spento.