di Marco Locatelli 31 Marzo 2021

Lavoratori invisibili, con poche tutele ed esclusi completamente dal piano vaccinale”. Con queste parole Francesco Iacovone, sindacalista Cobas, commenta la morte di un commesso di Carrefour a Roma per Coronavirus, ieri 30 marzo.

L’uomo è deceduto a causa delle complicanze legate al Covid, e la data del decesso coincide proprio con il giorno in cui il Lazio è tornato in zona arancione.

“Ci uniamo al cordoglio dei familiari, degli amici e dei colleghi di Riccardo (il commesso Carrefour deceduto), ennesima vittima invisibile di un settore martoriato – dice a La Repubblica Francesco Iacovone, sindacalista Cobas (Confederazione dei Comitati di Base) nazionale – . Nel 2020 l’Inail ha certificato un aumento dei decessi del 67% rispetto l’anno precedente, ma questi lavoratori restano invisibili, con poche tutele ed esclusi completamente dal piano vaccinale”.

“Questo nuovo cambio di colore – dichiara Iacovone in merito al ritorno del Lazio all’arancione da ieri, 30 marzo – che mette in circolazione altre centinaia di migliaia di cittadini ben prima che gli effetti della zona rossa si manifestino realmente. Un gioco a rincorrere il colore più tenue molto pericoloso per la salute pubblica e per la credibilità dell’amministrazione regionale, che l’ha vissuto come una vittoria invece di porre correttivi a tutela della salute pubblica. Il segno che la memoria non insegna nulla, neanche davanti una pandemia”.

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