di Marco Locatelli 19 Ottobre 2020
castagne e marroni differenze

Arrivano le prime castagne italiane con un raccolto in anticipo grazie ad un mese di settembre particolarmente caldo che ha favorito la maturazione. E’ quanto emerge dal monitoraggio effettuato dalla Coldiretti che stima una produzione nazionale in crescita e di qualità, superiore ai 35 milioni di chilogrammi.

Un ritorno atteso dopo che in alcune zone era stata rischiata addirittura l’estinzione per la presenza del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus) proveniente dalla Cina, che da anni infesta i boschi lungo la Penisola provocando nella piante la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni.

“Contro questa minaccia – ricorda la Coldiretti – è stata avviata una capillare guerra biologica con la diffusione dell’insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale”.

“Si resta tuttavia ancora lontani – sottolinea la Coldiretti – dai fasti produttivi del passato per quello che Giovanni Pascoli chiamava “l’italico albero del pane”, simbolo dell’autunno nei libri scolastici di molteplici generazioni di giovani scolari. Basta ricordare che nel 1911 la produzione di castagne ammontava a 829 milioni di chili, ma ancora dieci anni fa era pari a 55 milioni di chili”.

La situazione è in realtà differenziata lungo la Penisola, con una buona ripresa in molte aree produttive italiane come Campania, Toscana, Emilia-Romagna e maggiori problemi in Calabria, Lazio e Piemonte, anche se la raccolta è ostacolata dall’ondata di maltempo. Le prime castagne – precisa la Coldiretti – sono inoltre di una qualità buona e dolce e non presentano particolari anomalie.

L’abbassamento delle temperature – sottolinea la Coldiretti – sta favorendo un aumento dei consumi da parte delle famiglie italiane anche se pesano le limitazioni poste alle tante sagre e eventi locali che si svolgono in questo periodo e che sono state frenate dall’emergenza Covid. Nei mercati all’ingrosso – precisa la Coldiretti – si rilevano quotazioni nella media del periodo, che vanno da 2,50 a 4,50 euro/chilo a seconda del calibro con i prezzi tendono a raddoppiare al consumo.

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