C’è un locale di Minneapolis che ha deciso di servire cibo gratis alla sua comunità, tranne che ai membri dell’ICE. Una decisione presa dal suo proprietario Dylan Alverson e comunicata lo scorso 26 gennaio tramite un video su Instagram in cui spiega la decisione, un post con biglietto vergato a mano in nome dei bei vecchi tempi, e con una dichiarazione sul sito del locale: “Post Modern Times nasce dalla convinzione che viviamo in un’economia fascista.”
Il locale, fino a gennaio 2026, si chiamava semplicemente Modern Times, ma è stato ribattezzato Post Modern Times per l’occasione della rivolta.
Il ristorante sarà aperto ogni giorno dalle 9 alle 15, anche se con un menu leggermente ridotto. I membri dello staff hanno accettato di lavorare come volontari, sostenendosi attraverso le mance condivise e le donazioni della comunità tramite l’app Venmo, su cui tra l’altro è possibile donare da tutto il mondo.
Cosa sta succedendo a Minneapolis
Il locale di Alverson si trova a sei isolati dal luogo in cui nel 2020 fu ucciso George Floyd, l’afroamericano tenuto schiacciato a terra da un agente e morto soffocato durante un arresto per aver usato una banconota falsa. A gennaio 2026, sempre non troppo distante dal locale, sono avvenute altre due morti violente. Quella di Renee Good, cittadina statunitense, poetessa e attivista locale nel movimento No ICE, uccisa con dei colpi di arma da fuoco mentre guidava il suo SUV; gli agenti sostengono che stesse ostacolando un’operazione di polizia. L’altra morte è quella di Alex Pretti, infermiere, anche lui cittadino statunitense, ucciso da colpi di arma da fuoco mentre partecipava a una manifestazione contro l’ICE.
Dopo l’uccisione di Renee Good il 7 gennaio 2026 sono iniziate in città una serie di proteste, culminate il 23 gennaio con una manifestazione imponente e uno sciopero generale cittadino. Tra le proteste si inserisce anche la scelta del Post Modern cafè.
Alla fine del 2025 l’amministrazione Trump ha lanciato in Minnesota una vasta operazione federale chiamata Operation Metro Surge: l’obiettivo dichiarato era intensificare l’applicazione delle leggi sull’immigrazione. Sono stati inviati migliaia di agenti federali nell’area Minneapolis–Saint Paul; nella sola Minneapolis si parla di 3.000 agenti.
Minneapolis e St. Paul, in Minnesota, sono chiamate città gemelle perché, essendo al confine con il Canada, da sempre sono state città ad alta densità di rifugiati e immigrati. Minneapolis inoltre è nota per essere stata il centro delle proteste dopo l’uccisione di George Floyd nel 2020. Le voci critiche a Minneapolis contro questa operazione federale vengono da alcuni amministratori locali, oltre che dalle organizzazioni no profit che accusano l’ICE, l’agenzia federale incaricata dell’operazione e tristemente nota per i recenti fatti di cronaca, di separare le famiglie e detenere le persone in condizioni problematiche.
Come sono andati i conti del Post Modern Times finora
La cosa interessante, che dà una certa speranza, è che secondo le dichiarazioni dello stesso Alverson, i clienti che possono permettersi di pagare il proprio pasto si sono dimostrati particolarmente generosi. E di fatto il bilancio del locale è migliorato rispetto al periodo in cui i pasti avevano un prezzo stabilito dalla proprietà.
«Il novanta per cento delle persone che sono entrate qui ha fatto una donazione, e spesso ha donato più di quanto avremmo chiesto in passato, semplicemente perché sa che stiamo cercando di fare qualcosa di buono e di creare un cambiamento», ha raccontato a MPR News Dakota Temte, figlia di Alverson e cameriera del locale.
Il Post Modern Times ha dunque deciso che anche nel futuro manterrà questo sistema di donazioni spontanee.