Sicuramente nei giorni scorsi sul vostro feed di Instagram avrete visto un gelato su stecco che aveva i tratti del volto del David di Michelangelo, o una paperella alla vaniglia che si scioglieva nel caffè espresso, o ancora un gelato al biscotto, marchiato con una delle carte dei Tarocchi. Sono le creazioni di Otsu, un caffè barcelloneta hypsterissimo, che ha qualcosa da dire anche nel mondo del gelato.
Otsu nasce un paio di anni fa nel quartiere gentrificato di Poblenou, a Barcellona, ex polo industriale riconvertito. La sua fondatrice è Fer Villanueva, che prima di dedicarsi professionalmente alla cucina ha lavorato per anni nel settore tecnologico e nel marketing. Ha tutto quello che serve per un caffè contemporaneo: specialty coffe di April, la torrefazione Danese celeberrima, il macha, i lievitati, la cucina di ispirazione giapponese e la cucina locale rivisitata; apre dalle 8 alle 17 e ci si va per pranzo o per colazione.
Noi, che parliamo spesso di coraggio e innovazione nel mondo del gelato, non potevamo non interessarci alla faccenda. Il gelato di Otsu è sperimentale in un modo diverso da quello a cui siamo abituati a pensare: non è infatti una sperimentazione sul gusto, il sapore principale dei suoi gelati è la vaniglia, al massimo una punta di fragola e una copertura al cioccolato bianco nel Summer David, il gelato ispirato a Michelangelo. La sperimentazione sta nel design e nella sensazione di stupore che il gelato vuole creare.
Una direzione che collima perfettamente con questo caffè e la sua ispirazione: il design e il marketing, oltre che la sostanza. Perché pare che la selezione di lievitati, la cucina di ispirazione giapponese, gli specialty coffee e il matcha siano impeccabili, del resto Otsu in giapponese si può tradurre «come si deve».
Unire il fatto a regola d’arte a una gradevole estetica, è forse questo il futuro del gelato? Sarebbe così impensabile?
Come sono i gelati di Otsu
Per esempio, i gelati biscotto con le carte dei Tarocchi erano 5 e, in un’intervista a Traveller, la chef ha spiegato come funzionava il gioco che aveva creato per il servizio: invece di scegliere il proprio gusto, ogni cliente riceveva casualmente una delle cinque creazioni ispirate ad altrettanti Arcani. L’idea nasceva dal rituale stesso delle carte, da quella curiosità che spinge a scegliere una carta a caso per scoprire quale figura apparirà. Sempre nella stessa intervista Fer spiega come l’idea le sia nata mentre sfogliava un libro di Taschen: «Le illustrazioni, il livello di dettaglio e la bellezza di ogni carta facevano sì che volessi sfogliarlo ancora e ancora», spiega Fer. Voleva trasferire la stessa sensazione nel cibo.
Gli altri gelati particolari sono la paperella, qui l’ispirazione sono le piccole papere di fango che i bambini cinesi modellano e appoggiano sulla neve, oppure un banana bread, servito con una pallina di gelato a forma di banana e al gusto di burro tostato.
Tutte queste ispirazioni vengono a Fer e al suo staff nel corso dei Weekend Special, un’idea di marketing niente male. Ogni weekend, infatti, lo staff sceglie di approfondire una tecnica gastronomica di cui non è professionista: c’è stato il weekend focaccia, quello zucchero filato e anche il weekend gelato. Gli avventori del caffè, incuriositi da quale sarà la novità della settimana, si recano ogni sabato da Otsu e fanno la fila.