di Valentina Dirindin 9 Agosto 2020
champagne

Anche il mercato dello Champagne risente della crisi internazionale dovuta al Covid, e affronta un crollo delle vendite con perdite pari a 1,7 miliardi di euro.

Non è difficile capire perché: lo Champagne è da sempre la bottiglia delle occasioni: feste, compleanni, celebrazioni, matrimoni. Una chiave, quella dello stappare una bottiglia come gesto di gioia, che negli anni è stata certamente la fortuna delle bollicine tutte e dello Champagne in primis, ma che è particolarmente difficile veicolare di questi tempi.

L’emergenza sanitaria internazionale, il lockdown, i divieti di assembramento, infatti, hanno ridotto al minimo le occasioni di festeggiamento, e il consumo di Champagne ne ha naturalmente risentito.

I produttori francesi dichiarano di aver perso circa € 1,7 miliardi di vendite di quest’anno, con un fatturato mediamente diminuito di un terzo rispetto al 2019. Un crollo senza pari a memoria d’uomo, peggiore anche di quello subito durante la Grande Depressione.

Si aspettano che circa 100 milioni di bottiglie rimangano invendute nelle cantine entro la fine dell’anno. La prospettiva allarma soprattutto i produttori più piccoli, che sono più vulnerabili delle grandi case. Anselme Selosse, della Jacques Selosse Champagnes, ha definito la situazione senza mezzi termini “una catastrofe”, spiegando che “lo Champagne non ha mai vissuto nulla di simile prima, nemmeno durante le guerre mondiali”.

[Fonte: Euronews]