Champagne, nel 2022 sono state spedite 326 milioni di bottiglie: è record

Lo Champagne brinda alla fine del 2022, annata che ha portato al raggiungimento di numerosi record in termini di vendite e spedizioni.

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Chiudere il 2022 con il botto per approcciarsi al 2023, che ancora pare irrimediabilmente macchiato da una forte incertezza, con un cauto ottimismo: potremmo riassumere in queste poche parole il Capodanno dello Champagne, iconica bollicina francese che ha evidentemente saputo resistere alle insidie di un tasso di inflazione in costante crescita (e un potere di acquisto che, al contrario, continua a subire drammatiche contrazioni) mettendo a segno un’annata da record. Eh sì, perché dati alla mano le spedizioni totali di Champagne nel corso del 2022 ammontano a ben 326 milioni di bottiglie, con un aumento dell’1,6% rispetto all’anno precedente e superando per la prima volta il valore di 6 miliardi di euro.

Il 2022 dello Champagne: diamo un po’ di numeri

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Una performance, quella della bollicina d’Oltralpe, che senza ombra di dubbio non sorprende i nostri lettori più attenti: già verso la fine dello scorso dicembre, infatti, vi raccontammo di come le vendite di Champagne fossero sulla giusta strada per raggiungere (e superare) i massimi storici, infrangendo così il record stabilito proprio durante l’anno precedente. Per trovare altri indizi dobbiamo attivare ancora una volta la nostra macchina del tempo e tornare indietro di un altro mesetto, quando Moët Hennessy confessò di temere di finire del tutto le proprie scorte.

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In quell’occasione il CEO Philippe Schaus parlò di “voglia di lusso, di forma di evasione per dimenticare le difficoltà che nell’arco degli ultimi anni hanno assillato la vita di tutti. Sciogliere guerra, siccità e inflazione in una bollicina francese, in altre parole. Ma torniamo ai nostri numeri: le esportazioni, che ammontano di fatto a 187,5 milioni di bottiglie, sono forti di un aumento del 4,3% s base annua; e si confermano parte integrante delle vendite complessive mettendo a segno una quota sul totale del 57% (quando, appena dieci anni fa, il flusso in export era responsabile “solamente” del 45% delle vendite).

“Lo Champagne, un vino che non può essere ignorato nelle celebrazioni” ha commentato David Chatillon, presidente dell’Union des Maisons de Champagne, co-presidente del Comitato Champagne “ha naturalmente accompagnato i consumatori di tutto il mondo che hanno festeggiato la fine delle restrizioni e hanno riscoperto il gusto della festa, delle attività all’aperto e dei viaggi”. Parole che, in un certo senso, confermano le dichiarazioni di Schaus.

E il futuro? Portare via la macchia dell’incertezza è difficile, forse impossibile – lo Champagne, tuttavia, pare in possesso di tutte le armi necessarie ad affrontarlo al meglio: l’impressione è che l’entusiasmo che ha pervaso i consumatori di bollicine nel corso del 2022 possa tradursi in continuità anche nel 2023, e in ogni caso le previsioni sulla scorsa vendemmia sono decisamente ottimiste.