I Balzi Rossi, da ventiquattr’ore a questa parte, per il grande pubblico non sono più lo spettacolare e scenografico ristorante di Ventimiglia, aperto da Pina Beglia, simbolo della cucina ligure, e poi seguito fino allo scorso anno da Enrico Marmo.
Improvvisamente, da qualche giorno, i Balzi Rossi sono diventati per la cronaca anche un prestigioso e lussuosissimo ristorante italiano a Mosca, sede di un attentato in cui sono morte cinque persone e ventuno sono rimaste ferite. Una donna con dell’esplosivo addosso si è introdotta nel ristorante, dove si stava svolgendo il compleanno del comandante delle forze aerospaziali russe, Aleksandr Chaiko, probabile bersaglio dell’attentato. Nell’esplosione, riportano i media, non sono stati coinvolti né i membri della brigata né lo staff di sala, e anche lo chef italiano che guida il ristorante, Carmine Alfieri, non è rimasto ferito.
I Balzi Rossi: Ventimiglia e Mosca
![]()
In queste ore in diversi si stanno chiedendo quale sia il legame tra i Balzi Rossi di Mosca, situato in un grattacielo di Piazza Kudrinskaya, e l’omonimo ristorante di Ventimiglia. A spiegarlo è l’ex chef dei Balzi Rossi di Mosca Emanuele Mongillo, che racconta a Il Secolo XIX: “Dieci anni fa, come amministratore delegato del locale ligure, ho aperto insieme a due colleghi un altro ristorante nel centro di Mosca. Insieme a loro avevamo rilevato quello di Ventimiglia, poi abbiamo valutato che sarebbe stato un buon business replicare in Russia”.
Ed è sempre Mongillo a confermare che lo staff del ristorante è fortunatamente rimasto illeso nell’attentato. “Ieri c’era un connazionale che è stato il mio sous chef e poi è diventato chef quando me ne sono andato: ci siamo subito sentiti e mi ha detto che lui e la brigata di cucina sono tutti incolumi”, ha dichiarato a Il Secolo XIX. “Ci siamo divisi per seguire percorsi più articolati, Carmine Alfieri è rimasto ai Balzi Rossi, l’ho appena sentito e sta bene. Stanno bene anche tutti i suoi ragazzi e il locale ha subito danni limitati”.