di Valentina Dirindin 30 Giugno 2020
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L’influenza della ‘Ndrangheta nel Cuneese arrivava fino a “Cheese”, dice un’indagine dell’Antimafia, anche se Slow Food si affretta a smentire. L’inchiesta portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino ha condotto all’arresto di 12 persone (otto sono finite in carcere, quattro ai domiciliari) e racconta dell’influenza nel Braidese della famiglia Luppino, originaria di Sant’Eufemia di Aspromonte (RC) e legata alla ‘ndrangheta.

Una famiglia che, dicono gli inquirenti, controllava la zona piemontese, dove i fratelli Luppino erano ormai diventati personaggi di spicco. Tra i poteri della ‘ndrangheta nel Cuneese, emerge anche la possibilità di influenzare l’assegnazione dei posti in occasione di Cheese, la nota manifestazione dedicata al mondo caseario.

Immediatamente arriva la precisazione di Slow Food che, come in effetti avevano ribadito anche gli investigatori, è del tutto estranea alle vicende e nega la possibilità che la ‘Ndrangheta possa aver avuto un ruolo nell’assegnazione dei posti alla manifestazione sui formaggi. “Slow Food esclude qualsiasi forma di influenza rispetto alla presenza degli espositori nel catalogo ufficiale di Cheese”, fa sapere l’associazione.

“I soggetti che partecipano all’evento vengono invitati solo a fronte di un’attenta analisi e secondo severi criteri di selezione riguardanti modi di produzione, scelta delle materie prime, storicità, legami con il territorio, qualità del prodotto”.

[Fonte: La Stampa]