di Veronica Godano 1 Ottobre 2019
Andrea Zamperoni

I risultati dell’autopsia parlano chiaro, un mix letale di droga e alcol ha ucciso più di un mese fa lo chef Andrea Zamperoni, che lavorava da Cipriani Dolci a Manhattan. Ne avevamo dato notizia al momento del decesso, quando il corpo fu trovato avvolto in una coperta, in un ostello del Queens, sulla 77esima strada.

Il medico legale che ha effettuato l’autopsia ha affermato che si tratterebbe di una morte accidentale, causata da un mix fatale di GHB (ecstasy liquida conosciuta anche come “droga dello stupro”), alcol e cocaina.

Per il decesso dello chef lodigiano è in carcere Angelina Barini, 41 anni, prostituta italocanadese dichiaratasi innocente di fronte la Corte Federale di Brooklin. La donna rischia una pena da 20 anni di carcere all’ergastolo per l’accusa di cospirazione per distribuzione, possesso e spaccio di una o più sostanze contenenti un oppiode sintetico, il Fentanyl.

La famiglia di Andrea Zamperoni non si dà pace e chiede giustizia. Si indaga anche in Italia, con la procura di Lodi che dal 23 agosto ha aperto un fascicolo conoscitivo. Al momento, l’unica certezza è che a incontrare lo chef qualche ora prima della tragedia è stato il suo coinquilino, nel quartiere Elmhurst, Queens, dove abitava da un mese. Il ragazzo ha riferito alla polizia che Zamperoni sarebbe uscito di casa per una sigaretta, prima di salire a bordo di un’auto di Uber. Il giallo si infittisce, perché dove si recava il giovane? Non all’ostello Kamway Lodge, dove è stato ritrovato il 21 agosto, poiché la struttura si trova a soli cinque minuti dall’abitazione dello chef. Non era necessario, quindi, ricorrere a un auto.

Fonte: Milano FanPage