di Valentina Dirindin 18 Luglio 2020
caffè

È stato fermato e arrestato uno chef italiano di 50 anni, destinatario di un carico di chicchi di caffè molto particolari, ripieni di cocaina. Il pacco di due chilogrammi è stato scoperto dalla Guardia di Finanza all’aeroporto di Milano-Malpensa: arrivava dalla Colombia ed era destinato a “Santino D’Antonio”.

Un nome di fantasia, probabilmente, che riprende il nome del boss mafioso interpretato da Riccardo Scamarcio nella serie di film John Wick, in cui l’attore italiano ha recitato al fianco di Keanu Reeves. Il pacco avrebbe poi dovuto essere ritirato presso un fermo posta in una tabaccheria di Pontassive, in provincia di Firenze.

E pare che sia stata proprio la scelta del nome a insospettire gli agenti che, una volta fatto ispezionare ai cani antidroga il pacco, hanno scoperto oltre 500 chicchi di caffè “manomessi” e riempiti con circa 130 grammi di cocaina purissima. L’ingegnoso metodo di trasporto della droga, inventato dal cuoco di Pontassieve (un italiano con residenza formale a Medellin), consisteva nello svuotare uno a uno i chicchi di caffè per poi riempirli con la polvere bianca e incollarli perché apparissero intatti.

Un lavoro certosino, non c’è che dire, che avrebbe fruttato migliaia di euro allo chef fiorentino, che però è stato fermato e arrestato non appena si è recato in tabaccheria per ritirare il suo speciale pacco di caffè superenergetico.

[Fonte: Il Tirreno]