Chef José Antonio Casanova ci racconta il terremoto in Venezuela

World Central Kitchen è già partita e molti chef del territorio si stanno già adoperando per portare viveri e acqua alle famiglie colpite dal terremoto.

Chef José Antonio Casanova ci racconta il terremoto in Venezuela

Più di 1400 vittime, almeno il doppio di feriti, oltre 50mila dispersi e un intero Paese in ginocchio. È questo il bilancio (purtroppo ancora provvisorio) del devastante terremoto in Venezuela dello scorso 24 giugno.

Anche gli chef e i ristoratori, naturalmente, lottano con l’emergenza: gli esercizi commerciali coinvolti nei crolli e nei danneggiamenti sono moltissimi, e chi ne è uscito indenne si sta attivando per aiutare i colleghi in difficoltà.

L’intervento di World Central Kitchen

Anche World Central Kitchen, l’organizzazione di José Andrés, si è attivata come sempre per intervenire per quanto possibile, promettendo un milione di dollari per aiutare le vittime del terremoto: “Contribuiremo immediatamente con 1 milione di dollari per aiutare le vittime del caos causato dal terremoto in Venezuela. Speriamo che non sia così grave come sembra”, ha scritto José Andrés sui social media.

In un post dell’organizzazione, World Central Kitchen ha confermato che le squadre si stanno già mobilitando per allestire e cucine di soccorso e fornire cibo alle persone colpite.

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“Il team di soccorso di WCK è in viaggio verso Caracas, in Venezuela, per sostenere le famiglie colpite da due terremoti che hanno fatto crollare edifici residenziali in tutta la città. Stiamo collaborando con partner di lunga data per fornire pasti ai residenti e ai soccorritori il più rapidamente possibile. Condivideremo ulteriori informazioni non appena le avremo”, ha dichiarato l’organizzazione in una comunicazione ufficiale su X.

La testimonianza di José Antonio Casanova

José Antonio Casanova chef

José Antonio Casanova è un giovane chef venezuelano, con una bella carriera alle spalle e oggi un ristorante di prodotti locali lavorati alla brace, il Restaurante Toro a Caracas. La sua situazione, per fortuna, è sotto controllo: lui e la sua famiglia sono salvi, e il suo locale non ha subito danni.

“Il mio ristorante è in un edificio che è stato costruito dopo il grande terremoto del 1969, quindi per fortuna avevano già seguito dei criteri antisismici”. Ma lo spavento è stato tanto. “Stavo guidando quando c’è stato il terremoto, è stato incredibile: all’improvviso mi è sembrato di perdere il controllo della macchina, non capivo cosa stava succedendo, poi mi sono fermato e ho visto che intorno me tutti gli altri automobilisti avevano fatto lo stesso. Allora ho capito: tutto ha tremato a lungo”.

“La situazione è critica, veramente orribile”, prosegue José Antonio. “Non solo perché migliaia di edifici sono crollati, ma anche perché non è stato stabilito un vero protocollo operativo, e regna un po’ il caos, nella disperazione generale”.

“Ma nonostante tutto la comunità si è riunita, ci stiamo organizzando per portare aiuti alla popolazione sopravvissuta, noi chef stiamo raccogliendo generi alimentari da portare nelle zone più colpite”. José Antonio Casanova cita Iván García tra i colleghi che sono stati meno fortunati di lui. Il suo El Bosque Bistró è stato fortemente danneggiato, e lo stesso chef ha pubblicato sulla sua pagina Instagram un video incredibile della sua abitazione con la parete in camera da letto totalmente sventrata dalla scossa.

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“Da venezuelano so quanto il nostro popolo sappia stare unito e aiutarsi nel momento del bisogno, e noi tutti stiamo cercando di fare la nostra parte”, conclude lo chef.