Cibo a domicilio: le minacce dei riders ai vip che non danno la mancia

25 Aprile: nel giorno della Festa della Liberazione a pretendere attenzione, a suon di minacce sul web, sono i fattorini del cibo a domicilio, spesso nell’occhio del ciclone per le difficili condizioni lavorative alle quali sono sottoposti. Il gesto è forte, questa volta: i riders di Deliverance Milano hanno pubblicato su Facebook una lista di vip che non danno la mancia, come capri espiatori, simbolo di diseguaglianza.

Per chi non conoscesse Deliverance Milano, si tratta di un “collettivo politico di precari e fattorini attivi nel delivery food. Un sindacato sociale autonomo autoorganizzato e una rete di supporto a sostegno dei lavoratori in lotta nella smart city”.

BUON 25 APRILE E BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE A TUTT*!SE L'INFORMAZIONE È POTERE NOI RIDER LIBERIAMO I DATI!Questa…

Publiée par Deliverance Milano sur Jeudi 25 avril 2019

“Se l’informazione è potere, noi rider liberiamo i dati!”, scrivono, pubblicando la blacklist contenente tutti i nomi dei vip che non lasciano la mancia ai fattorini, nemmeno in caso di pioggia.

Rovazzi, Ferragnez, Bonucci, Cannavaro, Aranzulla, Platinette, dai calciatori agli influencer, dagli attori ai più famosi cantanti, tutti hanno in comune lo stipendio milionario, il fatto di vivere in quartieri extralusso e… il braccino corto.

Ma la battaglia dei riders oltre che a essere rivolta ai Vip tirchi e rivolta anche contro le stesse aziende di delivery.

Ai primi dicono: ” Ricordatevi sempre una cosa clienti: entriamo nelle vostre case, vi portiamo il cibo e qualsiasi altra cosa vogliate, praticamente a tutte le ore del giorno, siamo in strada sotto la pioggia battente o sotto il sole cocente, senza assicurazione. Sappiamo tutto di voi. Sappiamo cosa mangiate, dove abitate che abitudini avete”.

Mentre ammoniscono le aziende dicendo: “Attente, piattaforme digitali del delivery food: noi produciamo i dati, noi conosciamo i vostri punti deboli e non esiteremo ad usarli contro di voi. Pretendiamo che le nostre mance non vengano tassate, a oggi viene trattenuta l’iva quando il pagamento avviene (come la maggior parte delle volte) per mezzo del supporto di intermediazione digitale, quando dichiarate il contrario”.

La battaglia sembra appena cominciata, la lista pubblicata ieri promette di allungarsi con altri nomi al grido di “Don’t fuck with riders”.

[fonte: Deliverance Milano]

Avatar Patrizia Laquale

26 Aprile 2019

commenti (3)

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  1. Avatar giovanni ha detto:

    da comunista, ritengo la mancia (che non a caso è obbligatoria in uno stato ipercapitalista come gli USA) un abominio. E’ LO STIPENDIO che deve essere decente, non la mancia. Il rider deve essere pagato come un dipendente, quale è, e non rischiare la vita perchè gli sono imposti ritmi folli. E questo lo deve garantire il datore di lavoro, perchè questo sono Deliveroo and co, non il consumatore che paga per il servizio.

  2. Avatar Emanuela ha detto:

    Ho lavorato come cameriera in molte occasioni quando avevo 20 anni, ma la mancia l’ho sempre trovata imbarazzante. È lo stipendio che deve essere adeguato, non la carità del cliente, che non mi è mai interessata. Trovo poco dignitoso, per non dire quasi estorsivo da parte di questo anonimo collettivo, fare i nomi dei vip o presunti tali che non danno la mancia, e aggiungere una qualche indiretta minaccia che suona come “so dove abiti” , anche se inserita in un contesto rivolto alle piattaforme.
    Quando vedo ragazzi e ragazze pedalare sotto le intemperie con i loro cubotti sulla schiena solidarizzo con loro e con il sacrificio che fanno. E auguro loro il meglio, per il presente di un lavoro probabilmente temporaneo, come lo era il mio da cameriera, e per la loro vita futura.
    Detto questo, confesso che sono poco incline a ordinare a domicilio con queste piattaforme, penso di averlo fatto 3-4 volte in due anni, ma raramente l’esperienza è stata positiva, le serate si sono per lo più ridotte a un’attesa infinita che le ha rovinate. Per fortuna mi piace cucinare