Cibo spazzatura: in Germania il ministro dell’Agricoltura dichiara guerra al junk food

Andiamo in Germania perché qui il ministro dell'Agricoltura ha dichiarato guerra al cibo spazzatura: basta junk food!

Junk food gourmet

In Germania Cem Ozdemir, il ministro dell’Agricoltura, ha deciso di dichiarare guerra al cibo spazzatura: ha detto stop al junk food in quanto i tedeschi hanno una dieta “malsana” in generale, con più del 50% degli adulti in sovrappeso.

Secondo Ozdemir, la dieta dei tedeschi è troppo ricca di zuccheri, grasso e sale, soprattutto per quanto riguarda i prodotti pronti. Il ministro sostiene che la politica si è basata per troppo tempo sui suggerimenti e non sulle imposizioni. Ma adesso è ora di adottare una linea più dura.

Queste le sue parole: “I politici hanno cercato per troppo tempo di convincere l’industria a ridurre questi ingredienti su base volontaria. Ora è finita. Con me, ci saranno obiettivi di riduzione vincolanti”. In aggiunta ha anche spiegato che la pubblicità di bibite, patatine e caramelle destinata ai bambini dovrebbe essere vietata.

cibo spazzatura

Ozdemir ha poi continuato sostenendo che non è possibile praticare una politica di prezzi troppo bassi in cambio di cibo scadente, con particolare riferimento alla carne. Il cibo non deve certo diventare un bene di lusso, ma i prezzi dovrebbero riflettere anche i costi ambientali sostenuti. Prezzi troppo bassi associati a cibo non sano conducono le fattorie alla rovina, impediscono di implementare soluzioni di maggior benessere animale e contribuiscono all’estinzione delle specie compromettendo il clima.

Il ministro di augura che i tedeschi imparino a dare al cibo il medesimo valore che danno alle loro automobili. Scherzando ha sostenuto che a volte gli sembra che per i suoi compatrioti sia più importante un buon olio per motori al posto di un buon olio per insalata.

A dare il buon esempio, poi, deve essere lo Stato, tramite scelte regionali e biologiche nel settore della ristorazione, dando incentivi agli agricoltori che fanno scelte sostenibili e rendendo più chiara l’etichettatura della carne in modo da capire da che tipo di allevamento arrivi.

Un’altra sua proposta riguarda, poi, il monitoraggio con videocamere nei grandi macelli. Senza dimenticare, poi, la necessità di aumentare la superficie dei campi coltivati biologicamente fino al 30%.