Coca Cola: un ex manager ammette di aver preso più 1,5 milioni in bustarelle

Un ex manager della Coca Cola Enterprises ha confessato di aver intascato più di 1,5 milioni di sterline in tangenti e bustarelle.

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Noel Corry, ex manager della Coca Cola Enterprises, ha recentemente ammesso di aver preso più di 1,5 milioni di sterline in bustarelle per aver fornito ad alcune aziende, come Boulting Group, Tritec Systems ed Electron Systems alcuni dati riservati e sensibili, aiutandole di fatto a vincere alcuni contratti particolarmente redditizi. Corry, così come altri ex manager e direttori delle aziende coinvolte, è stato condannato a 200 ore di lavoro non retribuito.

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POZNAN, POLAND – MAR 1, 2018: Plastic bottles of Coca-Cola, a carbonated soft drink manufactured by The Coca-Cola Company headquartered in Atlanta, Georgia, USA

Boulting Group – ora denominata WABGS Ltd – ha inoltre ricevuto una multa di 500 mila sterline, mentre le altre due società sopracitate sono state costrette a pagarne 70 mila per non aver impedito il tentativo di corruzione. Le sanzioni pecuniarie non sono finite qui, però: la truffa è durata dal 2003 al 2014 e il suo risarcimento costerà a Corry 1,7 milioni di sterline. Stando a quanto dichiarato dai pubblici ministeri, è emerso che l’ex manager abbia ricevuto dei pagamenti per contratti fittizi o per lavori mai eseguiti, che abbia chiesto a Coca Cola un compenso più alto del lavoro reale in modo da intascarsi la differenza; e ancora ricevuto centinaia di migliaia di sterline mascherate da sponsorizzazioni da parte del Droylsden FC, una squadra di calcio di cui era presidente.

Come anticipato in apertura, Noel Corry ha infine ammesso cinque capi di imputazione per corruzione, WABGS Ltd ha ammesso non aver agito per prevenirla, mentre Tritec Systems ed Electron Systems si sono dichiarati colpevoli di entrambe queste accuse. Stando alle parole di Alistair Dickson del CPS, la Coca Cola Enterprises era “del tutto ignara” delle bustarelle di Corry, che di fatto ha instaurato una “cultura di corruzione per gli appalti”, anche se “le società appaltanti avrebbero dovuto adottare misure di conformità che avrebbero impedito i pagamenti”.