di Chiara Cajelli 1 Luglio 2019
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Dopo diverse segnalazioni da parte di staff e pazienti, Codacons denuncia business anomalo intorno al latte artificiale, a partire dagli ospedali. In soldoni: moltissimi medici prescrivono marche specifiche di latte artificiale, anche a ridotto del parto, entrambe azioni vietate per legge.

Infatti, secondo la Direttiva Europea 2006/141/CE “la pubblicità degli alimenti per lattanti è vietata in qualunque modo, in qualunque forma e attraverso qualsiasi canale e le lettere di dimissione per i neonati non devono prevedere uno spazio predefinito per le prescrizioni dei sostituti del latte materno”. Lo scandalo inizia in Calabria, e sono stati coinvolti anche i Nas con lo scopo di far chiarezza sui volumi di finanziamenti e di prodotti ricevuti dalle aziende produttrici di latte artificiale, e di verificare eventuali benefit dalle multinazionali agli ospedali calabresi implicati. Di conseguenza, sanzionate tutte le violazioni.

I fatti da evidenziare, quindi, sono due: gravissimo il fatto che i medici prescrivano latte artificiale soprattutto laddove non necessario al posto del latte materno, e il fatto che si incentivi l’acquisto verso un marchio specifico. Non solo tutto ciò è pericoloso in quanto coinvolge la salute dei neonati e delle madri, ma è terribilmente scorretto se si consiglia un marchio o un altro, anche per il fatto che – come da normativa europea – il latte artificiale tra un brand e un altro non cambia per composizione, ma solo per prezzo.

Fonte: greenme.it