Non tutto il male vien per nuocere, ad esempio questi 38 gradi ci stanno facendo risparmiare. Vediamola così: quella cifra a 5 zeri che troveremo sulla bolletta dell’elettricità per aver abusato dell’aria condizionata sarà leggermente ripagata dal fatto che abbiamo speso meno per le zucchine.
Ansa ci segnala infatti i dati della Borsa della Spesa di BMTI (Borsa Merci Telematica Italiana) e Italmercati, con il supporto di Consumerismo No Profit. Il dato interessante è che il prezzo degli ortaggi è in calo, dopo mesi di costanti rincari, dovuti non solo alla generica inflazione, ma alla non proprio rosea situazione internazionale, vedi la (ex?) chiusura dello Stretto di Hormuz, con conseguente carestia delle materie prime grezze e i prezzi alle stelle di carburanti e fertilizzanti.
Soprattutto alcuni ortaggi costano decisamente meno che nelle settimane passate: le zucchine, per esempio, con le alte temperature stanno andando in iperproduzione, il che ha comportato un calo, questa settimana, dell’11% all’ingrosso, con un costo di circa 0,80 euro al kg. Altro calo importante lo registrano i fagiolini raccolti a mano, che ora stanno a 3 o massimo 4 euro al kg. E infine i peperoni: ora è la stagione di quelli romani, mentre all’inizio di giugno si vendevano i siciliani; il cambio di Regione produttrice – oltre al cambio del clima – ha imposto un abbassamento importante del prezzo: siamo passati in una settimana da 3 euro al kg a 1,30 euro al kg.
Per la frutta ancora meglio: le ciliegie, che sul nostro mercato vengono dalla Spagna, oltre che da molte diverse zone d’Italia, hanno visto un calo del prezzo del 21,8% rispetto all’anno scorso. Le angurie seguono a ruota, con un calo dell’11,5%, e le albicocche del 9,2%.
Da dove arrivano questi numeri e come influiscono davvero sulla nostra spesa

I dati che Ansa pubblica vengono da una newsletter settimanale — ogni venerdì — realizzata appunto da La Borsa della Spesa, il servizio di BMTI e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit. Il lodevole obiettivo dell’iniziativa è quello di fornire ai consumatori elementi utili per acquistare agroalimentari in modo informato. Si va sul sito di BMTI e ci si può iscrivere a questa newsletter, oppure consultarne l’archivio. Il tutto è molto gestibile: con una breve infografica a stelline, si capiscono immediatamente i ribassi della frutta e della verdura di stagione.
I dati che questo bollettino riporta non sono solo quelli relativi ai prezzi all’ingrosso, ma anche quelli sulle varietà e le provenienze di stagione, come la nota sui peperoni laziali e non più siciliani che arrivano sul mercato alla fine di giugno. Altra nota di queste settimane riguarda le ciliegie: le Bigarreau terminano la loro stagione e invece la iniziano le Giorgia, le Ferrovia pugliesi (negli ultimi anni molto ricercate) e le Durone venete.
Tuttavia ai costi all’ingrosso occorre aggiungere il ricarico, che dal fruttivendolo raggiunge punte di +150/170% a seconda della provenienza degli ortaggi, e quindi del costo dei trasporti e di tutte le altre spese che comporta un negozio. Ricarichi leggermente inferiori sono ovviamente quelli di mercati e supermercati. Si tratta comunque di una comunicazione utile a indirizzare le proprie spese, oppure a verificare che il nostro fruttivendolo “di fiducia” adegui il prezzo a quello del mercato.
Una considerazione a latere, che spesso non ci ricordiamo di fare. Per chi, come chi scrive, acquista la maggior parte della frutta e della verdura che mangia direttamente da un contadino, sa che l’estate è la stagione di gran lunga più difficile per il lavoro dei campi, e le temperature molto alte, se da un lato favoriscono le rese, dall’altro complicano molto il lavoro umano, che in questi calcoli non è mai contemplato.
