Come la frutta tropicale calabrese diventa una linea di liquori

I cambiamenti climatici impongono la coltivazione di frutta tropicale nel Mediterraneo, e due imprenditrici calabresi colgono l'opportunità per dei prodotti innovativi.

Come la frutta tropicale calabrese diventa una linea di liquori

L’area del Mediterraneo sta, volenti o nolenti, diventando un laboratorio per la gestione e la risposta ai cambiamenti climatici: per millenni terra di grano, viti e ulivi, sta subendo le conseguenze di costante stress idrico, ondate di calore e diffusione di nuovi agenti patogeni, imponendo la sperimentazione di nuove coltivazioni, soprattutto quelle tropicali.

Si tratta però di un’idea che non è derivata solo dall’emergenza, ma che vanta già qualche secolo di storia. È il caso dell’Annona, frutto sudamericano portato a Reggio Calabria dal sudamerica agli inizi dell’ottocento e ormai entrato ufficialmente nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, a dimostrazione di una vocazione territoriale innata anche in tempi non sospetti.

Queste coltivazioni vengono sostenute anche da un lungimirante Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria, arrivando 119 ettari di superficie, che includono specialità come avocado, mango, papaya, finger lime e persino noci di macadamia. Una produzione che, per forza di cose non poteva non tradursi in ispirazione anche per l’artigianato alimentare locale: gelateria e pasticceria, certo, ma anche un po’ di innovazione. È il caso di Esotika, progetto di due imprenditrici calabresi che vuole portare un po’ di novità nel mercato della liquoristica, creando una linea di prodotti basata proprio sulla frutta tropicale mediterranea.

I liquori tropicali calabresi di Esotika

esotika

In un territorio dove le radici affondano nella secolare tradizione erboristica e nella produzione di amari celebri in tutto il mondo, sta quindi prendendo forma una narrazione inaspettata: in questo scenario nasce Esotika, un progetto che non è soltanto un marchio di liquori artigianali, ma il frutto dell’intuizione di due giovani imprenditrici, Cristina Alberto e Alessia Devoli, animate dal desiderio di valorizzare una risorsa agricola preziosa e ma ancora non valorizzata a sufficienza.

Il cuore dell’iniziativa risiede nell’osservazione attenta del territorio, dove la produzione di frutta tropicale regionale rischia infatti di rimanere una nicchia soggetta a inutilizzi o scarti: da lì l’idea di trasformare questa materia prima inusuale in un prodotto strutturato, capace di raccontare una Calabria contemporanea, dinamica e aperta alla sperimentazione attraverso una produzione sostenibile, non solo trasformando lo spreco in opportunità, ma anche adottando processi che sfruttano ogni parte del frutto biologico.

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Attraverso la collaborazione con i coltivatori locali che adottano pratiche agricole sostenibili, la ricerca sensoriale di Esotika ha dato quindi vita a referenze inedite come il liquore alla guava, ad esempio, dall’assaggio elegante e stratificato, e che offre al naso note di fragola e banana arricchite da sfumature floreali, dal sorso avvolgente che si chiude con freschi richiami agrumati e legnosi. Accanto a esso, il liquore alla feijoa introduce una rarità per il mercato italiano, offrendo un bouquet complesso che spazia dall’ananas al litchi, fino a toccare punte balsamiche e di pera, con una dolcezza contenuta che ne facilita la bevibilità.

Queste creazioni non si limitano al classico ruolo di digestivo a fine pasto, prestandosi anche ad applicazioni nella mixology e all’impiego in preparazioni culinarie dolci e salate. Grazie a una gradazione alcolica moderata e a un equilibrio aromatico raffinato, i prodotti risultano accessibili anche a chi solitamente non predilige i liquori alla frutta. Il progetto è in continuo divenire, seguendo il ritmo delle stagioni e la maturazione di nuovi frutti selezionati che presto entreranno a far parte della gamma. Esotika è un’idea che vuole affermare la Calabria come un laboratorio di creatività, offrendo una visione del territorio che è insieme autentica e proiettata verso il mercato internazionale.