Come un produttore Ucraino continua a produrre vodka sotto le bombe

Nemiroff è il principale produttore ed esportatore di alcolici ucraino, e la sua attività prosegue nonostante la guerra.

Come un produttore Ucraino continua a produrre vodka sotto le bombe

Pur sotto i bombardamenti e in un contesto internazionale su cui non sembrano affatto spirare venti di pace, la vita deve pur andare avanti in qualche modo, e le attività produttive, con la loro regolarità, contribuiscono a dare almeno una parvenza di normalità e abitudine quotidiana, anche in uno scenario di guerra.

Succede anche in Ucraina, dove le imprese non sono affatto ferme ad aspettare che la guerra finisca, ma sono al lavoro per espandersi nonostante gli attacchi russi che colpiscono le spedizioni in uscita dal paese. Il Guardian racconta questa situazione attraverso un’interessante intervista a Yuriy Sorochynskyi, l’amministratore delegato di Nemiroff, il principale marchio di esportazione di alcolici ucraino, che ha spiegato come l’azienda stia affrontando la dura realtà di quasi quattro anni di conflitto.

Vodka sotto le bombe

vodka nemiroff bottiglie

Verso la fine dell’anno scorso, un container della compagnia con 17.000 bottiglie è stato distrutto da un bombardamento nel porto di Odessa, e anche il carico di un fornitore è stato colpito di recente: Sorochynskyi affronta la situazione con un pragmatismo sorprendente:: “Abbiamo avuto uno o due container distrutti in porto da attacchi missilistici. Questo è ormai il normale svolgimento degli affari”.

Mantenere viva la produzione di esportazioni chiave come la vodka, il grano o i semi di girasole è diventato una parte fondamentale della capacità di resistenza del paese fin dall’invasione russa del febbraio 2022. Mentre i prodotti russi sparivano dagli scaffali europei in segno di sostegno all’Ucraina, Nemiroff è cresciuta rapidamente, con vendite nel Regno Unito aumentate del 24% lo scorso anno. Ormai oltre il 40% delle vendite del marchio avviene in Occidente, dopo che l’azienda ha interrotto immediatamente ogni licenza e vendita in Russia e Bielorussia all’inizio dell’invasione.

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Per far sì che le fabbriche continuino a girare, l’azienda ha dovuto adottare misure straordinarie, come l’acquisto di generatori a gas per contrastare gli attacchi alle centrali elettriche. Hanno persino trovato spazio per ospitare un fornitore italiano di tappi per bottiglie la cui sede a Sumy, vicino al confine russo, era stata colpita direttamente da un missile. La collaborazione è diventata essenziale, tanto che Nemiroff offre i propri impianti di imbottigliamento anche ad alcuni concorrenti: “Ci sono moltissimi esempi di concorrenti che si aiutano a vicenda per sopravvivere”, racconta Sorochynskyi.

Le difficoltà non riguardano solo la produzione, ma anche la vita quotidiana dei dipendenti: l’azienda sta pensando di installare strutture per permettere ai lavoratori di lavarsi, dato che molti vivono in appartamenti dove mancano acqua ed energia elettrica a causa dei danni alle infrastrutture, e molte persone nelle città si dirigono verso i centri commerciali non tanto per fare acquisti, ma per trovare elettricità o una connessione Wi-Fi.

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Anche la logistica ha subito una trasformazione totale, visti il blocco del Mar Nero e gli attacchi ai porti, l’azienda ha dovuto cambiare le proprie rotte più volte. Sorochynskyi ha descritto così il cambiamento: “Ora spediamo principalmente tramite camion. Prima del 2022 usavamo molti container marittimi, ma abbiamo smesso quando il Mar Nero è stato bloccato. Ci sono voluti quattro mesi per trovare un’alternativa”. Grazie al supporto del governo e dell’Unione Europea, si sta lavorando anche per potenziare l’infrastruttura ferroviaria, costruendo nuove linee con lo scartamento standard europeo per facilitare le esportazioni verso Polonia, Ungheria e Slovacchia.

L’attività di Sorochynskyi ha una storia plurisecolare, con l’esistenza della distilleria documentata già nel 1752: servono quindi tenacia e flessibilità fuori dal comune per far sì che la sua vicenda non si interrompa, e ogni spedizione che arriva a destinazione è una piccola vittoria contro le avversità del conflitto.