Consumiamo troppe proteine, e ora cominciano a scarseggiare

L'eccesso di richiesta causa rincari e scarsità di prodotto, e a peggiorare la situazione ci si mettono pure i farmaci GLP-1.

Consumiamo troppe proteine, e ora cominciano a scarseggiare

Che il mondo occidentale sia impazzito per le proteine non è certo una novità. Diete proteiche, cibi proteici, secchiate di proteine in polvere non sono più appannaggio esclusivo di atleti professionisti in preparazione olimpica o bodybuilder che misurano i nutrienti al grammo, ma sono onnipresenti in qualsiasi supermercato.

Un eccesso che sta venendo aggravato ulteriormente da un altro fattore, l’uso -forse altrettanto smodato- dei medicinali GLP-1, che ha spinto i consumatori a cercare integratori proteici per contrastare la perdita di massa muscolare, una raccomandazione frequente da parte dei medici per chi segue questi trattamenti. Questa nuova necessità ha innescato una corsa all’approvvigionamento che ha fatto lievitare i costi a livelli mai visti in precedenza.

Il caro proteine

proteine polvere cover

Nell’Europa nord-occidentale, il prezzo della polvere di siero del latte per uso alimentare ha raggiunto il record di circa 1.700 euro per tonnellata, segnando un incremento del 50% solo dall’inizio dell’anno. Ancora più impressionanti sono i dati relativi al concentrato proteico all’80%, il cui prezzo è passato dalle 4.302 sterline del giugno 2023 alle 23.751 sterline registrate nel giugno di quest’anno.

Analizzando questa dinamica, Jasper Endlich, analista presso la piattaforma Vesper intervistato dal Guardian, ha affermato: “Se si guarda all’offerta e alla domanda complessive, il mercato sta ancora trovando una collocazione per il prodotto, ma c’è chiaramente una carenza nel senso che le persone ne vogliono più di quanto sia fisicamente disponibile. I produttori vorrebbero produrre di più e creare scorte di sicurezza, ma non sono stati in grado di farlo”.

Abbiamo davvero bisogno di tutte queste proteine? Abbiamo davvero bisogno di tutte queste proteine?

Nonostante le difficoltà, lo stesso analista ha intravisto segnali di adattamento nel settore: “La buona notizia è che il mercato sta rispondendo … Stiamo vedendo l’apertura di nuovi impianti di produzione … Dove una volta i prodotti potevano contenere solo proteine del siero del latte, alcuni ora utilizzano miscele con una piccola quantità di proteine del latte mescolate. Il contenuto proteico complessivo rimane sostanzialmente simile, ma il costo degli ingredienti può essere la metà o addirittura un terzo del prezzo. Esistono modi per le aziende di gestire la pressione mentre l’offerta si adegua”.

La scarsità di materia prima è confermata anche dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, che segnala una contrazione del mercato soprattutto per il concentrato proteico al 34%. Alcuni fornitori hanno già esaurito le scorte per tutto il resto del 2026, mettendo in seria difficoltà le piccole imprese che non hanno il potere contrattuale dei grandi colossi.

Erika Tamayo, fondatrice del marchio Hermosa, ha descritto così la situazione per i produttori indipendenti: “Negli ultimi due anni, abbiamo notato che ogni trimestre il prezzo sale alle stelle. Stiamo riuscendo a procurarci le proteine, ma le stiamo acquistando al doppio del costo rispetto all’ultimo trimestre. Abbiamo ancora scorte dal nostro ultimo ordine e non le trasferiremo immediatamente ai nostri clienti, ma a un certo punto dovrò farlo”.

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Tamayo ha inoltre spiegato la competizione in atto: “Ora stiamo tutti lottando per l’allocazione delle scorte. Alcune delle aziende più grandi hanno assorbito tutti gli aumenti di prezzo perché stanno cercando di ottenere quote di mercato e far crescere le loro attività. I player più grandi hanno più possibilità, quindi non devono scendere a compromessi. Per una piccola impresa con una gamma limitata di prodotti, è più difficile. Non vogliamo scendere a compromessi sul fatto di essere un prodotto di lusso e premium”.

Questa saturazione del mercato rende però complessa la gestione operativa, come conclude l’imprenditrice: “La sfida è gestire i tempi di consegna e la disponibilità. Ogni trimestre dobbiamo aspettare e vedere quanta offerta è disponibile, acquistando allo stesso tempo con mesi di anticipo per assicurarci di non esaurire le scorte”.