Contributi a fondo perduto per ristoranti e bar: domande aperte dal 22 novembre

L'Agenzia delle Entrate ha reso note le istruzioni per accedere ai contributi a fondo perduto per titolari di bar e ristoranti.

ristorazione

Ristoratori, baristi e titolari di attività inerenti alla ristorazione – è tempo di gioire: l’Agenzia delle Entrate ha di recente reso noti il modello e le istruzioni per ristoranti, bar, piscine, attività di catering e di organizzazione di cerimonie per la richiesta di contributo a fondo perduto. Stando a quanto comunicato dalle stesse autorità fiscali, la domanda può essere trasmessa in via telematica (o più semplicemente online, per intenderci) “a cura del richiedente o di un intermediario delegato alla consultazione del Cassetto fiscale o al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, o sulla base di specifica delega” a partire da domani, martedì 22 novembre, fino al 6 dicembre dell’anno in corso.

Contributi a fondo perduto: le istruzioni dell’Agenzia

ristorante

Per compilare la domanda è possibile fare affidamento all’apposito servizio web gratuito disponibile nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi sul sito internet ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, o alternativamente si può utilizzare un software di mercato che rispetti le specifiche tecniche emanate con il provvedimento, inviando poi la domanda tramite i canali telematici Entratel o Fisconline dell’Agenzia.

Nella stessa comunicazione redatta dall’Agenzia è specificato che, in caso di errore, i titolari delle attività in questione sono liberi di presentare una nuova richiesta in sostituzione di quella errata inviata in precedenza. È importante notare, per di più, che i 40 milioni di euro a disposizione per questa particolare platea verranno ripartiti tra le varie imprese beneficiarie nel seguente modo:

  • il 70% dell’importo complessivo sarà suddiviso tra tutti coloro che presenteranno domanda e che dimostreranno di possedere i requisiti per ricevere i contributi in questione;
  • il 20% del totale sarà invece distribuito tra le imprese che possono attestare ricavi superiori ai 400 mila euro come somma aggiuntiva;
  • il restante 10% sarà infine suddiviso come ulteriore cifra aggiuntiva tra i soggetti che presenteranno un ammontare dei ricavi superiore al milione di euro.

Gli importi per ogni singola attività verranno naturalmente stabiliti solo una volta conclusasi la procedura di accesso, mentre il pagamento verrà depositato direttamente sul conto corrente dei richiedenti. Vi ricordiamo, infine, che la condizione fondamentale per potere beneficiare dei contributi a fondo perduto è un calo dei ricavi non inferiore al 40 per cento nel confronto tra il 2021 e il 2019 (un periodo in cui è inconfondibile lo zampino del Covid).

Le aziende, naturalmente, dovranno anche rispettare una serie di parametri secondari, ma non per questo non altrettanto importanti:

  • risultare regolarmente costituite, iscritte e attive nel registro delle imprese;
  • avere sede legale o operativa ubicata sul territorio nazionale;
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, ad eccezione delle microimprese e piccole imprese che rispettino il punto precedente e che non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione.