di Marco Locatelli 26 Maggio 2021
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Coop sarebbe pronta a lasciare la Sicilia mettendo a rischio 900 lavoratori. L’allarme è stato lanciato dalla Uiltucs in seguito alla vertenza che ormai da 15 anni interessa la rete dei punti vendita Coop siciliani.

“Quasi 900 lavoratori in Sicilia sono con il fiato sospeso perché la Coop ha presentato il bilancio preventivo escludendo da ottobre tutta la rete di vendita diretta siciliana. Cioè i lavoratori non sanno quale sarà il loro futuro dal prossimo autunno – dichiara Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – Lanciamo un appello all’azienda e a tutte le istituzione affinché tutti insieme possiamo trovare una soluzione per garantire la permanenza della rete diretta Coop in Sicilia”.

”L’azienda – spiega Flauto – sulla base dei dati illustrati ha migliorato le performance in Sicilia. Nel 2017 aveva comunicato degli esuberi soprattutto a Catania e fu sottoscritto un accordo con i sindacati della durata di 3 anni che ha comportato sacrifici importanti dei lavoratori a fronte dell’impegno di Coop ad aprire altri 7 punti vendita. Questo impegno non è stato mai mantenuto e i sacrifici dei lavoratori rischiano di andare in fumo. […] È una delle catene più importanti a livello nazionale, non si comprende perché la Sicilia debba essere esclusa dai piani di sviluppo. Non c’è mai stata una reale integrazione con la struttura del Nord, negli ultimi due anni l’azienda ha presentato quattro piani industriali e ogni volta li rimettevano in discussione, è cambiato il gruppo dirigente due volte. Adesso i nuovi vertici ci hanno comunicato che il Cda ha confermato la dismissione della rete diretta in Sicilia e già ci sarebbe una trattativa con un soggetto imprenditoriale. Purtroppo tra quello che ci dicono a livello nazionale e quello che avviene in Sicilia ci sono discrasie.  […] I lavoratori da quattro anni vivono una condizione di incertezza del proprio rapporto di lavoro, bisogna mettere fine a questo incubo. Per noi mantenere marchi importanti come Coop in Sicilia rappresenta un elemento di qualificazione del commercio, un presidio di legalità fondamentale”.

Fonte: QDS