di Manuela 13 Febbraio 2020
formaggi

Questa volta a parlare di Coronavirus è l’Assolatte che lancia l’allarme: è possibile un calo dell’export dei formaggi italiani verso la Cina. A parlare è Giuseppe Ambrosi, presidente Assolatte: non è facile capire quale impatto avrà questa epidemia di Coronavirus in Cina soprattutto per quanto riguarda gli scambi commerciali, ma è molto probabile che ne rallenterà la crescita.

Secondo i dati di Assolatte, infatti, nel 2019 le vendite di latte e formaggi italiani in Cina erano raddoppiate rispetto al 2015 (e decuplicate rispetto al 2010), giungendo a quota 25 milioni di euro. Quindi l’export andava benissimo, ma con l’epidemia di Coronavirus a inizio 2020 le cose potrebbero essere destinate a cambiare. L’emergenza epidemia, infatti, non solo rallenterà la crescita, ma renderà vani anche gli investimenti milionari messi in atto dalle aziende nel corso degli ultimi anni. Anche perché la Cina viene considerato il primo importatore al mondo per quanto riguarda i prodotti alimentari.

Se si unisce la fase critica del mercato cinese bloccato dal Coronavirus, alla Brexit, ai dazi voluti da Donald Trump e all’embargo in Russia, il destino delle esportazioni dei formaggi italiani all’estero è sempre più incerto. Cina, Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia erano mercati dalle grandi potenzialità, ma ora come ora Assolatte non è molto ottimista sul futuro.