di Marco Locatelli 10 Febbraio 2020

La psicosi da coronavirus non sta solo colpendo durissimo ristoranti e negozi cinesi: l’assenza nel Bel Paese dei turisti cinesi sta danneggiando l’economia turistica italiana, a partire da Milano.

Dalle proiezioni dello scorso anno – sulla base degli ottimi risultati del 2019 (mezzo milione di arrivi dalla Cina) – nel capoluogo lombardo sarebbero dovuti arrivare ancora più turisti dal Dragone, con le prime ondate già dai primi mesi del 2020. Invece, a febbraio, mancheranno all’appello circa 40 mila presenze.

“Stiamo registrando un numero ingente di cancellazioni e disdette. Equivale a perdite economiche vicine agli otto milioni di euro nel solo comparto alberghiero – spiega a Il Corriere della Sera Rocco Salamone, presidente di Atr, associazione di Confesercenti che raggruppa 150 strutture ricettive dell’area metropolitana di Milano per un totale di 7.700 camere e 14.681 posti letto – Il contraccolpo è stato immediato. Milano sarà tra le più danneggiate”.

La situazione è “sotto controllo”, fanno sapere dal Governo, nella persona del sottosegretario ai Beni culturali, Lorenza Bonaccorsi. C’è inoltre del (cauto) ottimismo durante la 40esima edizione della Borsa italiana del turismo, andata in scena domenica. “L’ansia c’è — spiega Fabrizio Curci, ad di Fieramilanocity —, ma c’è anche l’attesa che tutto si risolva in tempi brevi”.