di Manuela 12 Febbraio 2020
chiuso

Parliamo ancora di Coronavirus in Cina: anche Burger King chiude la metà dei suoi ristoranti sul suolo cinese. Esattamente come fatto in precedenza da McDonald’s e Starbucks, la catena di fast food ha deciso di chiudere temporaneamente i battenti di circa la metà delle sue 1.300 sedi cinesi.

La catena, di proprietà della Restaurant Brands International Inc., sta monitorando attentamente la situazione dell’epidemia di Coronavirus. La Cina è un mercato parecchio ghiotto e che offre numerose opportunità di crescita non solo per Burger King, ma anche per i due altri marchi appartenenti al brand: Popeyes e Tim Hortons. In effetti, Popeyes non ha ancora una sede cinese, mentre Timo Hortons ha solo 30 punti vendita.

Jose Cil, amministratore delegato, durante un’intervista telefonica ha dichiarato che la maggior parte delle chiusure sono guidate dalle normative locali. In alcuni casi, invece, la chiusura si è resa necessaria perché i centri commerciali in cui si trovano i Burger King hanno dovuto tirare giù le serrande proprio per ridurre il rischio di diffusione del virus. Cil ha anche spiegato che è ancora presto per dire quale impatto avrà tutto ciò sulle prestazioni e sui risultati a breve termine. Anche perché ancora non si sa quando i locali potranno riaprire: tutto dipende da come si evolverà l’epidemia.

[Crediti | Bloomberg]