di Marco Locatelli 7 Febbraio 2020

L’effetto psicosi per il coronavirus è decisamente trasversale e coinvolge anche i giovani che – nonostante si tengano costantemente informati sull’andamento dell’epidemia virale – hanno paura di venire contagiati.

Secondo un’indagine condotta su oltre 5 mila giovani della fascia di età 11-30 da Skuola.net con il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università “Sapienza” di Roma, il 30% dei ragazzi guarda con sospetto i cinesi in Italia, il 18% teme il contagio con i compagni di classe provenienti dalla Cina.

Come per gli adulti, anche i ragazzi ammettono di evitare i ristoranti (24%) e i negozi (26%) gestiti da cinesi. Addirittura c’è un 10% che allontanerebbe un amico o compagno di classe di origine cinese, mentre un 5% preferirebbe evitare il contatto e un 3% che si metterebbe la mascherina in sua presenza. Nel 36% degli intervistati è cambiato (in negativo) l’atteggiamento nei confronti dei turisti cinesi in Italia, visti decisamente con “sospetto”.

Nonostante la psicosi, i giovani sembrano preparati e ben informati: il 63%, ad esempio, conosce bene i tempi di incubazione del virus (10-15 giorni), l’80% sa benissimo che non ci sono ancora vaccini e il 72% prende in seria considerazione l’ipotesi di vaccinarsi in caso venisse realizzato.  Relativamente al contagio, l’80% dei ragazzi intervistati sa che il mezzo di trasmissione sono le goccioline di salvie contenute nei colpi di tosse e starnuti.