di Veronica Godano 5 Giugno 2020
Coronavirus: per l’Istat il cibo ha avvicinato le famiglie nella fase 1

Che gli italiani non avessero più voglia di cenare al ristorante, ma di stare a casa era chiaro sin dall’inizio, ancor prima che fosse applicato il lockdown nazionale. Ora l’ultimo report dell’Istat corrobora questa tendenza intensificatasi durante l’emergenza sanitaria; difatti il Coronavirus ha modificato lo stile di vita del BelPaese avvicinando le famiglie – grazie al cibo – nella fase 1.

L’emergenza sanitaria ha inciso in maniera decisiva sulle abitudini degli italiani. Vuoi per il tempo passato insieme, vuoi per la noia generata dalla quarantena, i nuclei familiari hanno trasformato il momento del pranzo e/o della cena in un momento conviviale, anche durante la settimana.

Dall’analisi emerge anche che un quarto della popolazione ha dichiarato di aver mangiato maggiori quantità di cibo in questo periodo. “Più di un cittadino su quattro (27%) ritiene di avere impiegato più tempo per fare colazionepranzo o cena“, afferma l’Istituto di statistica. Tra le attività di lavoro familiare la preparazione dei pasti ha coinvolto il 63,6% dei cittadini (l’82,9% delle donne, il 42,9% degli uomini).

Altro dato è la sveglia ritardata per uno su tre. Secondo l’Istat, “un terzo dei cittadini si è svegliato più tardi e un quinto ha dormito di più”. E sono stati soprattutto gli uomini rispetto alle donne a riposare di più (23% contro 17,6%) e prendersela più comoda al risveglio (36,8% contro 30,8%).

La cura dei figli è l’attività che più frequentemente delle altre ha fatto registrare un incremento del tempo dedicato abitualmente, in particolare per il 67,2% di coloro che l’hanno svolta, mentre per il restante 29,5% non ci sono state variazioni.

[Fonte: TgCom24]