Svoltosi lo scorso anno nella sua prima edizione, torna anche quest’anno il concorso “La miglior frittella del Carnevale di Venezia”. Nato con l’obiettivo superare la semplice competizione, nella volontà degli organizzatori intende creare piuttosto una sinergia tra artigiani storici e nomi emergenti, per valorizzare uno dei simboli gastronomici della città lagunare, oltre ad ingredienti locali ed eccellenze del territorio.
L’idea è infatti quella di fare della frittella uno dei tanti tasselli che compongono il patrimonio intangibile della cucina italiana, riconoscendo la sua identità unica e storica legata alla città di Venezia.
Per questo, il concorso è stato inserito all’interno di un progetto più ampio che da un lato ha coinvolto l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Istituto Alberghiero Barbarigo, attraverso lo sviluppo di un laboratorio dedicato alla frittella veneziana, dall’altro ha visto la collaborazione tra gli studenti del corso di laurea magistrale in Tourism Management and Sustainability dell’ateneo lagunare e quelli dell’Università Juraj Dobrila di Pola, grazie al progetto di cooperazione transfrontaliera co-finanziato dall’Unione Europea “Testeat”, dedicato alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico.
Come si decreta qual è la miglior frittella: la ricetta e la gara

Il tema del Carnevale di Venezia 2026 sarà “Olympus – alle origini del gioco”. In linea con la scelta, anche il concorso per la miglior frittella è ispirato ai Giochi Olimpici 2026 individuando nell’uvetta sultanina l’ingrediente simbolo, diventando quindi un omaggio alla Grecia e alla tradizione veneziana, in un dialogo che ripercorre secoli di scambi gastronomici tra le due culture. I concorrenti dovranno partire dalla ricetta tradizionale di Giuseppe Maffioli, gastronomo veneto di cui nel 2025 si è celebrato il centenario della nascita, potendo esprimere la propria creatività solo attraverso l’uso dell’uvetta: la personalizzazione, quindi avverrà solo nella sua aromatizzazione.
La ricetta base “codificata” da Maffioli nel volume “La cucina veneziana” è la seguente, riportata integralmente: “mezzo chilo di farina; lievito quanto un uovo, sciolto in latte tiepido; quattro uova; 75 grammi di zucchero; sale; mezzo bicchiere di vino; rapatura di arancia e limone; latte quanto basta a dare morbidezza all’impasto. Si lascia lievitare in luogo tiepido, sotto un tovagliolo, si aggiunge mezzo bicchiere di grappa o di mistrà, e si incorporano 100 grammi di pignoli e 100 grammi di uvetta fatta rinvenire nel vino. Si mescola ben bene e si frigge a cucchiaiate”.
Le frittelle, i cui campioni saranno resi anonimi e valutati secondo parametri che prevedono un’analisi olfattiva, visiva, tecnica e gustativa, saranno valutate da due giurie: una popolare, composta da personalità cittadine di rilievo e una di “sapienti”, formata da professionisti del settore, critici gastronomici, studiosi ed esperti. Verranno valutati il rispetto della tradizione e del tema proposto, il nome e la presentazione, la creatività, la qualità delle materie prime, il gusto e l’equilibrio. Il concorso si svolgerà venerdì 13 febbraio 2026 all’Istituto Alberghiero Barbarigo di Venezia.

