Una bottiglia di Domaine de la Romanée-Conti del 1945 ha appena riscritto la storia delle aste raggiungendo la cifra incredibile di 812.500 dollari: è successo a New York durante l’asta annuale di “La Paulée” presso Acker Wines, e ha letteralmente polverizzato il precedente record mondiale di 558.000 dollari che apparteneva proprio a un’altra bottiglia della stessa annata venduta nel 2018.
Un’annata “mitica”

Questa specifica bottiglia ha una storia affascinante: proviene dalla cantina personale di Robert Drouhin ed è un pezzo di storia dell’enologia. La casa d’aste ha descritto questa annata come caratterizzata da una “scarsità e status mitici”: si tratta infatti di una delle sole 600 bottiglie prodotte, l’ultima espressione ricavata dalle vigne più vecchie del domaine, quelle precedenti alla fillossera, prima che venissero reimpiantate nel 1947. Proprio per questo motivo, le bottiglie sopravvissute “sono state a lungo considerate l’apice del collezionismo vinicolo, con molti intenditori convinti che le viti pre-fillossera aggiungano una profondità e una complessità senza pari al vino”.
John Kapon, il presidente di Acker, era comprensibilmente entusiasta e si è lasciato andare a dichiarazioni altisonanti : “Abbiamo fatto la storia questo weekend”. Ha poi raccontato la sua personale esperienza con questo unicorno enologico: “Ho avuto il privilegio di assaggiare il Romanée-Conti del 1945 solo tre volte in vita mia, ed è il vino più grande che abbia mai assaggiato“. Secondo Kapon, questo risultato non è un caso isolato: “Questa vendita straordinaria è stata solo uno delle centinaia di traguardi da record in un’asta che ha evidenziato l’accelerazione della domanda di vini trofeo nella fascia più alta del mercato dei vini pregiati”.
Nonostante la fragile situazione economica mondiale, quello dei grandi Borgogna da collezione continua ad essere un mercato fiorente, dove una scarsa offerta e una domanda da parte di ricconi pronti a sfidarsi a suon di rilanci da migliaia di dollari arrivano a cifre incomprensibili per i comuni mortali.
Lo stesso Kapon ha spiegato come la richiesta per i vini della Borgogna sia ai massimi storici, specialmente per le bottiglie più rare e vecchie: “Il mercato ha recuperato i livelli di picco della pandemia e continua a rafforzarsi, con chiari indicatori che puntano a un’ulteriore crescita sia della domanda che dei prezzi”. La realtà dei fatti è molto semplice: “Considerata la produzione intrinsecamente limitata della Borgogna e il pubblico globale in costante espansione, semplicemente non ce n’è abbastanza per tutti”.
